OCST donna-lavoro: «La sospensione di Zali va valutata»

Il motivo? «Tutelare la libertà operativa del personale cantonale, in particolare di chi opera nei servizi del Dipartimento delle istituzioni».
BELLINZONA - Non arrivano solo dagli ambienti politici le reazioni alle notizie, apparse nelle ultime ore, riguardanti il Presidente del Consiglio di Stato Claudio Zali.
«Si tratta di una vicenda delicata, che impone prudenza e senso di responsabilità nei confronti delle persone coinvolte e del lavoro delle autorità competenti chiamate ad accertare i fatti», recita una nota stampa dell'OCST donna-lavoro.
«Al tempo stesso - viene sottolineato -, la situazione venutasi a creare mette in difficoltà non solo il personale cantonale, in particolare quello del Dipartimento delle istituzioni, ma anche le cittadine e i cittadini, con inevitabili ripercussioni sul rapporto di fiducia che lega la popolazione alle istituzioni».
«Chi è al Governo deve essere d'esempio»
Il sindacato non chiarisce a quale delle vicende apparse nelle ultime ore sulla stampa venga fatto riferimento: se alle registrazioni audio, all'indagine aperta per abuso di autorità sul caso del 14enne alla Farera, oppure alle pressioni sull'EOC fatte per assumere una conoscente. OCST donna-lavoro precisa soltanto, in linea generale, il suo impegno «nella prevenzione e nel contrasto della violenza di genere, delle molestie e di ogni forma di abuso, promuovendo ambienti di lavoro fondati sul rispetto, sulla dignità della persona e sulle pari opportunità». «Ricordiamo - viene fatto notare - che la violenza di genere colpisce in misura preponderante le donne, con conseguenze che incidono profondamente sulla loro libertà, sicurezza e partecipazione alla vita sociale e professionale. Per questo riteniamo che chi ricopre la più alta carica del Governo cantonale, sia chiamato a garantire, anche attraverso il proprio comportamento e il proprio linguaggio, un esempio coerente con i valori e i principi che guidano l'azione dello Stato, in particolare nel contrasto alla violenza di genere e a ogni forma di violenza».
«Valutare la sospensione»
In questa fase, segnala dunque l'OCST donna-lavoro, «è fondamentale che siano tutelati il benessere, la serenità e la libertà operativa del personale cantonale, in particolare di chi opera nei servizi del Dipartimento delle istituzioni». Il Consiglio di Stato viene dunque chiamato ad «adottare tutte le misure necessarie» affinché collaboratrici e collaboratori possano continuare a svolgere il proprio lavoro, valutando l'opportunità «di sospendere il Presidente Claudio Zali dalla responsabilità politica del Dipartimento delle istituzioni», quale misura volta a «tutelare l'operato del personale e la credibilità dell'azione istituzionale».
OCST donna-lavoro auspica infine che la vicenda venga chiarita con la massima trasparenza e celerità. «Al di là del caso specifico - conclude -, essa richiama l'importanza di continuare a investire nella prevenzione della violenza, nella formazione e nella promozione di una cultura del rispetto, affinché la tutela delle persone e la fiducia nelle istituzioni rimangano una priorità condivisa».



