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Sentite come questi ragazzi usano l'IA: il video

Giovani dipendenti dall'intelligenza artificiale? Fino a un certo punto. Emergono aspetti critici. C'è chi non si fida, chi ha paura delle immagini false, chi sconsiglia di usarla per questioni relazionali.
Sentite come questi ragazzi usano l'IA: il video
Sentite come questi ragazzi usano l'IA: il video
Foto di Davide Giordano/ Tio.ch
Sentite come questi ragazzi usano l'IA: il video
Giovani dipendenti dall'intelligenza artificiale? Fino a un certo punto. Emergono aspetti critici. C'è chi non si fida, chi ha paura delle immagini false, chi sconsiglia di usarla per questioni relazionali.

SAVOSA - C'è chi ha provato a chiedere cose particolari all'intelligenza artificiale. «Ad esempio consigli nel campo psicologico, riguardanti amicizie o relazioni», come ammette una ragazza davanti al "Liceo cantonale Lugano 2" di Savosa. Per poi aggiungere: «È sempre meglio evitare. Non mi sono state date indicazioni sane».  

La ricerca e l'esperto
Secondo una recente indagine condotta dall’Università di Zurigo nell’ambito del World Internet Project, oltre due terzi degli svizzeri utilizzerebbe regolarmente l'intelligenza artificiale (IA). La percentuale supererebbe addirittura l'80% tra i giovani. Più in generale invece il 97% della popolazione conoscerebbe strumenti come ChatGPT, Gemini o Claude.

Stando allo specialista Alessandro Trivilini intervistato da tio.ch, «l'IA viene usata perché è utile, veloce e sempre disponibile. Ma soprattutto perché ci offre sollievo cognitivo».

E qui emergerebbe un grosso rischio. «Quello di una progressiva delega di alcune capacità cognitive fondamentali, come il dubbio, il pensiero critico, l'autonomia decisionale e la capacità di tollerare l'incertezza».

Comoda ma...
Il problema in parte emerge anche dal video realizzato da tio.ch tra i liceali. «Spesso uso l'IA per cose quotidiane – sostiene una ragazza –. Ad esempio per venire a sapere fatti a caso». «Io invece con l'intelligenza artificiale ho provato a creare un alfabeto tutto mio. Impressionante», afferma un altro studente.

«La uso un bel po' – spiega un altro intervistato –. Su certe cose è comoda. Però io sono sempre dell'idea che non bisognerebbe sostituire mai lo studio con l'intelligenza artificiale. Magari ti fai spiegare qualcosa che non capisci. Poi la cosa si deve chiudere lì».

Un'altra giovane puntualizza: «Utilizzo l'IA principalmente per scuola. Oppure per trovare delle ricette». «A me è capitato soltanto per scrivere delle mail in maniera corretta. Per correggermi l'ortografia o il lessico», rammenta la sua "collega".

Preoccupazione
Incontriamo anche un ragazzo parecchio goliardico che allo stesso tempo confessa di avere delle resistenze. «L'ho usata per modificare foto di mio padre. Per fare cose divertenti insomma. In generale però io sono molto diffidente».

E poi c'è una ragazza che pone l'accento su aspetti delicatissimi: «A livello ambientale l'IA crea troppi danni. E poi c'è il fenomeno dei deepfake (immagini o video falsi, creati appunto dall'IA), ad esempio nel campo della pornografia. È pericolosa secondo me. Fa paura».

«Sono critica anche io – conclude un'altra giovane intervistata –. So di persone che l'hanno usata per aiutare gli amici su tematiche relazionali. Non ha senso».

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