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Giorno doloroso al Papio: cinque persone perdono il lavoro

Albino Zgraggen, presidente del Consiglio di fondazione dello storico Collegio: «Abbiamo ereditato una situazione economica difficile. Non potevamo non agire. Ora vogliamo recuperare la fiducia».
Giorno doloroso al Papio: cinque persone perdono il lavoro
Ti-Press
Giorno doloroso al Papio: cinque persone perdono il lavoro
Albino Zgraggen, presidente del Consiglio di fondazione dello storico Collegio: «Abbiamo ereditato una situazione economica difficile. Non potevamo non agire. Ora vogliamo recuperare la fiducia».

ASCONA - È stato un pomeriggio infinito quello di mercoledì 17 giugno per il Collegio Papio di Ascona. Lungo e doloroso. Perché tagliare posti di lavoro non è mai facile. In totale ne sono saltati cinque, non tutti a tempo pieno. Albino Zgraggen, presidente del Consiglio di fondazione, è trasparente: «La Diocesi, proprietaria del Collegio, ci ha affidato l'incarico di rimettere sulla giusta rotta questa scuola. Abbiamo ereditato una situazione economica difficile. Con un disavanzo strutturale di diverse centinaia di migliaia di franchi. Non potevamo non agire in qualche modo».

Nel concreto chi ha perso il posto di lavoro?
«Persone legate ai servizi. Considerando scuola media e liceo in dieci anni gli studenti sono passati complessivamente da circa 350 a 210. Gli allievi sono calati, ma i servizi sono sempre rimasti gli stessi. Il caso più emblematico è quello della mensa».

E i docenti?
«È stata ridotta qualche percentuale. Ma non c'erano grossi margini. Perché comunque l'insegnamento va garantito sia ai ragazzi di scuola media sia a quelli del liceo. Il numero di classi, insomma, non varia». 

Alcune persone licenziate l'hanno presa male. Quanto è stato duro prendere certe decisioni?
«Molto duro. Però era l'unica soluzione possibile. Non c'erano alternative». 

Lei stesso ha ammesso di avere ereditato una situazione pesante. Cosa è stato sbagliato negli ultimi dieci anni?
«Noi non ci siamo concentrati sugli errori del passato. Non sarebbe servito a nulla. Abbiamo setacciato il presente. Analizzando ogni singolo aspetto, anche quello delle spese fisse e delle assicurazioni. Non abbiamo lasciato davvero nulla al caso, è stato un grande lavoro di squadra svolto dai membri del Consiglio di fondazione».

E ora?
«La scuola continua, su basi più solide. La nostra priorità è quella di recuperare la fiducia verso l'esterno e anche all'interno della struttura. Tra i docenti l'energia sta riprendendo a circolare. Qualche segnale positivo lo si è già visto in occasione della bellissima cerimonia di fine anno delle scuole medie a cui erano presenti circa 500 persone. Di nuove iscrizioni ce ne sono. Ma è chiaro che dovremo avere un po' di pazienza. Non si cambia tutto in pochi mesi».

Dettaglio importante: manca ancora un rettore. A che punto siete?
«Abbiamo delineato il profilo che serve al Papio. Siamo alla ricerca della persona giusta. Arriverà».  

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