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LOCARNO

Nodo intermodale Locarno‑Muralto, si riparte con un nuovo progetto

Si punta a una possibile ubicazione «a nord dell'impianto ferroviario, su terreni di proprietà delle FFS».
Foto TiPress
Fonte CIT-Commissione intercomunale dei trasporti
Nodo intermodale Locarno‑Muralto, si riparte con un nuovo progetto
Si punta a una possibile ubicazione «a nord dell'impianto ferroviario, su terreni di proprietà delle FFS».

LOCARNO - A un anno dalla votazione popolare che aveva respinto il progetto originale, la Delegazione delle autorità per il comparto della stazione di Locarno‑Muralto torna al lavoro per definire un nuovo concetto di nodo intermodale, considerato un’infrastruttura indispensabile per l’intero Locarnese. La Delegazione - composta dal Comune di Muralto, dalla Città di Locarno, dal Canton Ticino, dalle FFS, dalle FART e dalla Commissione Intercomunale dei Trasporti del Locarnese e Vallemaggia (CIT) - ha ripreso le attività lo scorso autunno. In questa fase sono stati incontrati anche i rappresentanti dei referendisti. Il confronto ha permesso di chiarire le aspettative reciproche e di constatare che la variante 1A, individuata come possibile alternativa durante la precedente procedura, non dispone del necessario consenso politico. «Una situazione - si legge in un comunicato della CIT - che impone un riesame complessivo del progetto e comporta un inevitabile allungamento dei tempi».

Si riparte lungo una direttrice che prevede «un processo partecipativo aperto ad associazioni e portatori d’interesse, la raccolta e l’analisi dei dati sul fabbisogno di mobilità e di sosta dei diversi vettori, oltre alla verifica delle soluzioni sotto il profilo tecnico‑ingegneristico e urbanistico». Lo studio - che dovrà quantificare con precisione le esigenze del comparto e riesaminare la fattibilità delle varie ipotesi - dovrà sondare «con particolare attenzione» una «possibile ubicazione a nord dell’impianto ferroviario, su terreni di proprietà delle FFS».

Grande attenzione - viene spiegato - sarà riservata al processo partecipativo, «con l’obiettivo di superare le contrapposizioni emerse durante la fase referendaria, strutturare il confronto e consolidare un consenso informato attorno a un’opera ritenuta prioritaria per la mobilità del Locarnese». Il nodo «rappresenta infatti una porta d’ingresso strategica per pendolari e turisti e un punto di partenza per i residenti». Il processo «sarà coordinato dalla Delegazione e gestito operativamente dalla CIT, con il supporto di professionisti del settore e il coinvolgimento dei referendisti».

La delegazione è ora in attesa delle valutazioni e delle proposte delle FFS, previste per l’autunno «e considerate fondamentali per avviare in modo coordinato le fasi di studi». Una nuova riunione è già fissata per ottobre, «quando saranno delineati i primi passi concreti» conclude la nota.


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