Lavoro e famiglia: mozione per una nuova equità fiscale

La mozione delle Donne del Centro propone criteri rigorosi per riconoscere fiscalmente i costi sostenuti dalle famiglie per conciliare lavoro e gestione familiare.
BELLINZONA - Le Donne del Centro rilanciano il tema della conciliazione tra lavoro e famiglia e promuovono una mozione depositata in Gran Consiglio dalle granconsigliere Nadia Ghisolfi e Sara Demir, sostenuta dal gruppo parlamentare de il Centro. L’obiettivo - si legge nel comunicato - è introdurre una maggiore equità fiscale a favore delle famiglie che sostengono costi supplementari legati alla gestione della vita familiare e professionale.
Negli ultimi anni, la conciliabilità è diventata una delle principali sfide per molte realtà ticinesi. Nonostante l’impegno delle istituzioni, l’offerta della scuola pubblica non sempre riesce a rispondere in modo uniforme ai bisogni delle famiglie attive professionalmente. Differenze negli orari scolastici, nella disponibilità di mense e nei servizi extrascolastici rendono talvolta complesso mantenere un’attività lavorativa a tempo pieno.
Il tema è riconosciuto anche a livello istituzionale. Il Canton Ticino prevede infatti contributi economici per sostenere le famiglie e favorire la partecipazione al mondo del lavoro. Tuttavia, diversi rapporti cantonali indicano la necessità di sviluppare ulteriormente l’offerta di servizi extrascolastici e di supporto, adattandola ai bisogni del territorio.
In questo contesto, alcune famiglie ricorrono a istituti scolastici privati non per scelta ideologica, ma per garantire una gestione sostenibile della quotidianità. «Questa proposta nasce dall’ascolto attento delle famiglie e dalla consapevolezza che l’equità fiscale debba tener conto delle diverse realtà vissute quotidianamente dai genitori», afferma Nadia Ghisolfi. «Non si tratta di favorire la scuola privata, bensì di riconoscere che, in alcune situazioni, le famiglie sostengono costi aggiuntivi indispensabili per poter continuare a esercitare la propria attività professionale.»
Sulla stessa linea Sara Demir: «Oggi il sistema fiscale riconosce giustamente alcune spese di custodia sostenute per permettere ai genitori di lavorare. Chiediamo che venga valutato un correttivo mirato affinché situazioni analoghe, legate a esigenze concrete di conciliazione, possano essere considerate con lo stesso principio di equità. Una politica familiare moderna deve accompagnare le famiglie nelle loro sfide quotidiane e non lasciarle sole di fronte a difficoltà organizzative che possono incidere anche sulle opportunità professionali.»
La mozione non intende incentivare il ricorso alla scuola privata né mettere in discussione il ruolo della scuola pubblica, definita un pilastro fondamentale della società. Propone piuttosto di valutare il riconoscimento, entro limiti precisi e nel rispetto del diritto federale, della componente dei costi sostenuti presso istituti privati direttamente legata alle esigenze di conciliazione.
La proposta prevede criteri rigorosi: un tetto massimo annuo per figlio, il riconoscimento subordinato all’attività lucrativa dei genitori e la verifica dell’assenza di un’offerta pubblica adeguata alle esigenze familiari.
Favorire la conciliazione, sottolineano le promotrici, significa anche sostenere la partecipazione delle donne al mercato del lavoro e valorizzare il contributo di madri e padri alla vita economica e sociale del Cantone. Le difficoltà organizzative continuano infatti a gravare in misura significativa sulle donne, incidendo sulle scelte professionali e sulle opportunità di carriera.
«Vogliamo portare all’attenzione della politica situazioni concrete vissute da molte famiglie ticinesi», conclude Nadia Ghisolfi. «Favorire la conciliabilità non rappresenta un privilegio per pochi, bensì un investimento nell’equità, nella partecipazione e nella coesione sociale», aggiunge Sara Demir.
Le Donne del Centro ribadiscono infine l’intenzione di proseguire il proprio impegno affinché le politiche familiari evolvano insieme ai cambiamenti della società, mettendo al centro i bisogni reali delle famiglie e promuovendo soluzioni pragmatiche e responsabili.



