Scatta il verde ma è già subito rosso: e sul "cammino di Melide" la coda è assicurata

Gli automobilisti: «Nell'orario di punta il semaforo consente il passaggio di sole 3 vetture per volta». USTRA: «Serve a evitare che la colonna dei veicoli in uscita a Melide raggiunga l’autostrada e in particolare la galleria Grancia-Melide, creando una situazione di grave pericolo».
MELIDE - Ci risiamo. Il "temuto" semaforo di Melide è tornato a riaccendersi e purtroppo nella fascia oraria meno idonea per dare sfoggio dei suoi colori: quella dell'ora di punta. Risultato? Un chilometrico serpentone di auto che si prolunga ben oltre la Forca di San Martino, con automobilisti imbufaliti e una lunghissima attesa prima di riuscire a tagliare il fatidico "traguardo" dell'impianto semaforico, impietoso per quel che riguarda i secondi che concede per il transito a chi, uscendo da Lugano, si dirige verso l'autostrada.
Neanche il tempo di vedere accendersi il verde, che scatta subito il rosso, come testimoniano coloro che fanno quella strada tutti i giorni.
«Purtroppo - ci raccontano - il semaforo viene nuovamente acceso alla sera in orario di punta e consente il passaggio di sole 3 vetture per volta generando una coda che arriva sino a oltre la Forca di San Martino. L’assurdità è che il semaforo è regolato per fare transitare un numero esiguo di vetture proprio nella direzione in cui vi sarebbe maggiore necessità di fluidificare il traffico in uscita».
Un semaforo di cui Tio si era già occupato verso la fine dello scorso mese di aprile, quando in redazione erano arrivate già delle segnalazioni sul caos che l'accensione dell'impianto in orario di intenso traffico provocava. Per andare da Paradiso a Melide - ci aveva raccontato un automobilista - ci si poteva mettere anche quasi un'ora e mezza. La stessa odissea a cui stanno andando incontro dall'8 giugno (data in cui è stato rimesso in funzione) i nuovi "ostaggi" del semaforo forma-code, sul cui sistema di funzionamento l'Ufficio federale delle strade fornisce però alcune spiegazioni.
«L'attivazione del semaforo in questione avviene in modo automatico - ci fa sapere - allo scopo di evitare che la colonna dei veicoli in uscita a Melide, in particolare nelle ore di punta, raggiunga l’autostrada e in particolare la galleria Grancia-Melide, creando una situazione di grave pericolo. In sostanza viene data precedenza ai veicoli provenienti dall’autostrada, rispetto a quelli che circolano sulla strada cantonale da Paradiso, dove di conseguenza i tempi di percorrenza si allungano». Ma si allungano - come confermano gli habitué di quel tratto di cantonale - proprio per la durata flash che viene concesso al segnale luminoso verde e che va ad alimentare l'aumento del numero di auto incolonnate.
Ma per quanti secondi davvero rimane accesa la luce verde di questo semaforo? Per USTRA «la fase verde ha una durata di 10 secondi» e «consente il passaggio di 5 veicoli» precisa, specificando anche che «a livello Svizzero si calcolano 2 secondi per veicolo» (ndr. gli automobilisti confermano invece che riescono a passare non più di 3 veicoli). Su un punto però le due divergenti versioni convergono: è cioè che la fase verde - comunque la si pensi sui reali secondi messi a disposizione - a quel punto «non è più in grado di smaltire tutti i veicoli provenienti da Lugano» come prende atto lo stesso Ufficio federale delle strade nella nota che ci ha fatto pervenire.
Viene invece scartata dall'ente preposto l'ipotesi - sollevata da più di un automobilista - che questo impianto semaforico risultasse viziato di una qualche anomalia tecnica e che andasse incontro a un malfunzionamento del settaggio di programmazione temporale delle fasi di stop e via libera.
«L’impianto semaforico interessato è stato testato di recente: i test effettuati non hanno individuato alcuna anomalia» è la smentita senza appello fornita da USTRA. Ma il problema e la lenta processione di auto in colonna sul "cammino di Melide" rimangono. «Per evitare lunghe attese e lamentate, invitiamo a utilizzare l’autostrada a partire da Lugano Sud» suggerisce la stessa autorità delle infrastrutture stradali.



