A quanto pare questo fantomatico hotel di superlusso dovrebbe essere a Lugano

Camere con vista sulle Alpi (anche il Cervino!) e ristorante con due stelle Michelin. Peccato che il Cime Blanche Resort & SPA sfoggi una contraddizione dietro l'altra. I consigli della Polizia per non farsi fregare.
LUGANO - Una struttura di altissimo standing con 120 dipendenti («una famiglia»), camere con vista mozzafiato sul Ceresio e «cullate dalle Alpi Meridionali», ristorante stellato Michelin e tutto quello che vi aspettereste da un cinque stelle di pregio. Peccato che la struttura, il Cime Blanche Resort & Spa - Lugano, con ogni probabilità semplicemente non esiste.
Segnalato a tio.ch da un lettore attento, il presunto albergo sfoggia delle immagini realizzate con l'AI di scorci geograficamente incredibili (ma con qualche “piglio” alla realtà: si riconoscono il Generoso, il San Salvatore, anche se nelle suite più scintillanti sbuca pure... il Cervino).
La pagina web parla di «un santuario in quota» (Lugano sta più o meno attorno ai 270 metri sul livello del mare, per intenderci).
Ok, ma perché la faccenda puzza?
Partendo dall'ovvio, l'indirizzo: Via Panoramica 12, Lugano. Lugano non ha nessuna Via Panoramica - anche se c'è un'assonanza con lo storico complesso Cadro Panoramica - su Google il rimando è una viuzza a Brione Sopra Minusio. Ma quanto mostrato dalle immagini fake è totalmente incongruente con la location reale indicata.
Il presunto ristorante bistellato Michelin Le Sommet è anch'esso inesistente e non è nel novero degli esercizi decorati del canton Ticino (non sono così tanti da potersi sbagliare, soprattutto con cotanti astri). Nel dubbio, una rapida ricerca sul web non dà nessun frutto. Il menu però è riportato sul sito propone una selezione di leccornie come “L'agnello delle Alpi” (88 franchi) e un “Salmerino del Lago di Lugano” (72 franchi).
Il telefono non risponde, contatti solo via web
Qualsiasi tentativo di contattare telefonicamente la struttura è risultato vano, resta la possibilità di chattare via WhatsApp attraverso il browser web ma abbiamo preferito rinunciare per ovvi motivi di auto-tutela. Tutti i contatti social della struttura, segnalati sulla pagina, sono inesistenti.
Anche prenotare è piuttosto complicato: per essere una struttura così grande, le camere sono una manciata (8) e vanno prenotate direttamente via mail senza modo di sapere se vi sia o meno disponibilità.
In cerca di collaboratori
Altro aspetto che fa suonare un campanello d'allarme è la parte legata al personale e alle richieste di collaborazione. I toni sono caldi: «un team di 120 persone da 24 nazioni, uniti dall'arte e dalla cura. Se l'ospitalità vive in te, abbiamo una casa per te».
Inoltre si tiene a precisare come lo stipendio venga versato netto - «la cifra sul tuo contratto è l'importo in tasca» - e che sono inclusi (come spesso capita nell'hotellerie) vitto e alloggio, così come l'uso dell'area wellness.
Il contatto, anche qui, va fatto attraverso un modulo, oppure a un indirizzo email piuttosto particolare (tashitakang39@gmail.com).
Doppio campanello d'allarme
Gli “angoli” per possibili truffe appaiono quindi (almeno) due: quello legato alle prenotazioni di camere inesistenti dietro compenso, e quello dell'offerta di un lavoro in Svizzera ramo sempre piuttosto battuto dai lestofanti digitali.
Non è la prima volta che Lugano e la sua immagine vengono utilizzati con scopi malvevoli attraverso invenzioni digitali potenziate dall'intelligenza artificiale. È questo il caso, raccontato proprio da tio.ch, dell'inesistente Elena Lugano e della sua svendita di gioielli di pregio (in realtà bigiotteria cinese) che è riuscito a ingannare anche qualche ticinese.
L'obiettivo? “Pescare” dati sensibili
Da noi contattata, la Polizia cantonale conferma di essere a conoscenza della pagina anche se «al momento non sono state sporte denunce». Per quanto riguarda la modalità potenzialmente fraudolenta del sito in questione, che ha l'obiettivo di “pescare” i dati sensibili dell'utenza, è da tempo ben nota alle autorità nostrane.
«I principali consigli sono di non fornire dati personali su pagine internet sospette o di dubbia provenienza. Qualora si fosse vittima di truffa, è possibile valutare se sporgere denuncia portando tutta la documentazione e le informazioni utili in proprio possesso», ribadisce la PolCa.
I consigli per capire se si tratta di un'offerta reale, o meno
Sempre stando alle autorità, quando ci si imbatte in proposte dubbie come questa si può tentare di capire se si tratti o meno di un'offerta reale: «verificare che l'indirizzo della struttura esista realmente e che le fotografie, descrizione e categoria dell’alloggio siano coerenti; controllare se la struttura è pubblicata anche su altri siti web e confrontare descrizioni; prestare attenzione a immagini che appaiono eccessivamente perfette, incoerenti o artificiali, così come a descrizioni generiche o prive di dettagli concreti, elementi che possono indicare contenuti generati con intelligenza artificiale; verificare la presenza di recensioni autentiche e coerenti su più piattaforme indipendenti».
In ogni caso, inoltre, «diffidare di richieste di pagamento anticipate effettuate al di fuori di canali ufficiali o modalità poco tracciabili; in caso di dubbio, contattare direttamente la struttura attraverso recapiti reperiti autonomamente e non esclusivamente tramite quelli indicati nella pagina sospetta».



