La cliente del negozio fantasma: «Mi sembrava via Cattedrale»

Una nostra lettrice è caduta nel tranello e ha effettuato l'acquisto: «Ho guardato con attenzione la foto e mi sono subito accorta della fregatura».
LUGANO - «Ho guardato bene la foto e mi sono detta: “Ma che stupida”». Ad ammetterlo è una nostra lettrice cascata nel tranello teso da “Elena Lugano”, presunto atelier di gioielli a conduzione famigliare ma che, in realtà, fisicamente non esiste.
La vicenda - La vicenda, lo ricordiamo per brevi cenni, è questa: in queste settimane, diversi ticinesi si sono trovati di fronte a inserzioni sui social relative a un negozio di preziosi «costruito con passione e sostenuto dalla nostra famiglia». Dopo 18 anni, l’attività cessava. Così, si annuncia una grande svendita «per liquidare gli ultimi pezzi». Si trovano sconti fino al 70%. Per avere un’idea, una collana a catena multistrato dorata è disponibile a 29,95 franchi invece che a 150.
«Sembrava via Cattedrale...» - Compare anche la foto di una vetrina. Ma il negozio, in realtà, è un fake shop. «L’immagine - spiega la nostra lettrice - mi ricordava proprio via Cattedrale a Lugano. Lì ci sono piccoli negozietti artigianali».
L'acquisto un po' sovrappensiero - La nostra lettrice, abituata ad acquistare sul web, ammette di non averci pensato troppo: «C’era una storia interessante, a prima vista ben romanzata, quella della signora che chiudeva la propria attività. I prodotti mi sembravano carini: così, ho pensato di dare una mano alla titolare».
«Ho guardato meglio il sito, e mi sono accorta subito della truffa» - Quindi, procede con l’acquisto: due braccialetti e un paio di orecchini. Costo totale: 139 franchi invece di 700. «Purtroppo - spiega - appena ho pagato, ho pensato che avrei potuto andare di persona a vedere com’era fatto il negozio. Così, ho guardato meglio il sito. E mi sono subito accorta della fregatura».
Nessun contatto - Non è indicata la via dove si trova il locale (sebbene compaiano degli orari di apertura). Né, peraltro, è presente un numero di telefono. Nessun contatto, insomma. Inoltre, nonostante il negozio, stando a quanto scritto, sia aperto da 18 anni, non ci sono recensioni online. Il dominio, infine, è stato registrato di recente. «Erano passati pochi minuti e ho chiamato subito la banca».
Il pacco è in arrivo dalla Cina - Dopo tre giorni, la donna ha ricevuto un messaggio via mail: un pacco è in effetti in arrivo dall'Estremo Oriente. «Mi è venuto da ridere. A questo punto sono curiosa di vedere se e cosa arriverà». Di solito, quando si incappa in fregature di questo genere, i prodotti sono scadenti, realizzati spesso in Cina e, ovviamente, di scarso valore.
Si tratta «di un fenomeno già conosciuto alle nostre latitudini». I consigli principali sono di «informarsi prima dell’acquisto sulla serietà del negozio online e di non ordinare merce se si dubita della serietà del negozio online o dei venditori». Se si è vittima di truffa si può valutare se sporgere denuncia portando tutta la documentazione e le informazioni utili in proprio possesso».



