«La sicurezza del personale nei CEM è garantita?»

Un'interrogazione di Giulia Petralli chiede al Consiglio di Stato una "radiografia" della situazione alla luce del crescente numero di episodi violenti
BELLINZONA - Un fenomeno ben presente e «verosimilmente sottostimato». Gli episodi di violenza contro gli operatori dei Centri educativi per minorenni (CEM) sono purtroppo una realtà. In particolare nei contesti caratterizzati dalla vicinanza con «un'utenza fragile e instabile». È in questa delicata cornice che il Consiglio di Stato viene sollecitato, con un'interrogazione che si prefigge di fare luce sulla sicurezza del personale nell'ambito dei suddetti CEM.
L'atto parlamentare, sottoscritto dalla deputata Giulia Petralli, mette in luce la presenza di «criticità specifiche legate alla gestione» delle situazioni «ad alta complessità educativa, relazionale e psichiatrica» nel quotidiano dei Centri. E chiede in primis al governo se esistono «protocolli operativi specifici» per prevenire e, nel caso, gestire le aggressioni mosse dagli utenti (o dai familiari) e se il livello di tutela giuridica e professionale del personale è o meno «adeguato», in considerazione del fatto che «spesso» non si può procedere con delle denunce verso di essi.
«In seguito a un episodio di violenza o minaccia sono previste misure specifiche che permettano la continuità del lavoro educativo», chiede inoltre Petralli, soffermandosi anche su «quali criteri vengono utilizzati per autorizzare prese a carico educative rafforzate». E in tema di rafforzamenti temporanei, quelli «attualmente previsti in termini di personale», viene chiesto, sono sufficienti «a garantire stabilità alle équipe educative e qualità nella presa a carico dei minorenni?»
Le domande dell'interrogazione
1. Nei Centri educativi per minorenni esistono protocolli operativi specifici per la prevenzione e la gestione delle aggressioni da parte di utenti o familiari? In caso affermativo: • quali sono i contenuti minimi richiesti dal Cantone? • Con quali modalità viene verificata la loro effettiva applicazione? • Sono previsti protocolli specifici per la gestione delle minacce provenienti dai familiari dei minorenni collocati?
2. Quali sono le modalità con cui gli episodi di violenza o minaccia segnalati dagli educatori nei CEM vengono trasmessi alle autorità cantonali competenti?
3. Il Consiglio di Stato è a conoscenza dell’eventuale filtraggio delle segnalazioni a livello di direzione o di rete territoriale che potrebbe ridurre la visibilità del fenomeno a livello cantonale?
4. Il Governo ritiene adeguato il livello di tutela giuridica e professionale del personale educativo che, per ragioni educative e relazionali, spesso non può procedere con denunce nei confronti di minorenni o familiari con i quali deve continuare a collaborare?
5. In seguito a un episodio di violenza o minaccia sono previste misure specifiche che permettano la continuità del lavoro educativo?
6. Il Consiglio di Stato valuta adeguato l’attuale modello dei CEM, nei quali convivono minorenni collocati per esigenze di protezione con utenti che presentano disturbi psichiatrici, comportamenti violenti o problematiche legate a dipendenze?
7. Sono previste riflessioni strutturali sulla differenziazione delle tipologie di collocamento e sull’eventuale sviluppo di strutture maggiormente specializzate?
8. Quali criteri vengono utilizzati per autorizzare prese a carico educative rafforzate (ad esempio interventi 1:1)?
9. Il Consiglio di Stato ritiene che i rafforzamenti temporanei attualmente previsti in termini di personale siano sufficienti a garantire stabilità alle équipe educative e qualità nella presa a carico dei minorenni?
10. Sono in corso valutazioni sull’efficacia di strumenti quali Face-à-Face nella gestione a medio-lungo termine delle situazioni ad alta complessità?
11. Sono previste ulteriori progettazioni strutturali, anche in collaborazione intercantonale o transfrontaliera, per garantire percorsi terapeutici, scolastici e riabilitativi a lungo termine per minorenni con bisogni complessi?
12. Il Governo intende valutare un rafforzamento strutturale delle supervisioni e del supporto psicologico ordinario, anche in funzione della prevenzione del burnout e del turnover professionale?



