Cerca e trova immobili
Da sotto la terra emerge di tutto: il video

BELLINZONADa sotto la terra emerge di tutto: il video

25.07.23 - 18:48
Importante indagine archeologica in corso a Carasso. Tanti i reperti portati alla luce. Ma poi perché non vengono valorizzati meglio?
Foto di Davide Giordano
Da sotto la terra emerge di tutto: il video
Importante indagine archeologica in corso a Carasso. Tanti i reperti portati alla luce. Ma poi perché non vengono valorizzati meglio?

BELLINZONA - Da sotto la terra emerge di tutto e di più. Accade a Carasso (Bellinzona), località in cui dallo scorso aprile è in corso un'importante indagine archeologica. Lo scopo? Salvare una serie di beni culturali prima che si materializzi il progetto voluto dalla "Fondazione per l’Inclusione" intenzionata a realizzare una serie di spazi abitativi e un centro di servizi.

«Qui viveva gente già 3.000 anni fa» – Ad accompagnarci sul posto è Rossana Cardani Vergani, capo servizio archeologia dell'Ufficio cantonale dei beni culturali. «Gli oggetti e i manufatti che stanno tornando alla luce risalgono a circa 1.000 anni prima di Cristo. Ce ne sono anche di risalenti al Medioevo. Abbiamo trovato tracce che ci permettono di capire che qui la gente viveva già 3.000 anni fa». 

Il muraglione di protezione – Luisa Mossetti, collaboratrice scientifica del progetto, evidenzia: «In questo momento sto lavorando per fare riemergere un muraglione di almeno 20 metri di lunghezza. Probabilmente fungeva come protezione per i villaggi che si estendevano verso la montagna, all'opposto della piana alluvionale del Ticino. Abbiamo trovato anche moltissime ceramiche di uso quotidiano. I muri li fotografiamo e li cataloghiamo. Non li portiamo via. Mentre gli oggetti vengono portati nei luoghi in cui possono essere studiati e in seguito nei locali d'esposizione». 

Il tasto dolente – Una decina di scavi archeologici conclusi ogni anno. A cui vanno aggiunte oltre 60 sorveglianze all'anno. Nella Svizzera italiana spesso si fanno ritrovamenti archeologici interessantissimi. Perché però in seguito non vengono adeguatamente valorizzati e promossi? Perché il ticinese medio a volte non sa nemmeno dove andare a vedere queste meraviglie riportate a galla dal passato? Cardani Vergani spiega: «Sarebbe bello che si facesse di più. Purtroppo non è il nostro lavoro quello di promuovere. Abbiamo a disposizione tre sedi espositive: due a Bellinzona, al Castello di Montebello e al Castelgrande, e una a Locarno, al Castello Visconteo. L'ideale sarebbe avere un museo archeologico unico».

Scavi guastafeste? – Non è l'unico tema "caldo" da trattare. Spesso gli scavi di indagine archeologica sono accusati di frenare i lavori edili. L'esempio di Carasso tuttavia è virtuoso. «Fin dall'inizio c'è stata un'ottima collaborazione con la committenza e con l'architetto progettista. Perché qui a Carasso ci troviamo in una zona di interesse archeologico già inserita nel piano regolatore. Una buona anticipazione dei lavori preliminari e la messa in cantiere dell'indagine archeologica, se vengono fatte con anticipo come in questa circostanza, permettono di non avere intoppi».  

 

Entra nel canale WhatsApp di Ticinonline.
NOTIZIE PIÙ LETTE