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24.08.2020 - 07:030
Aggiornamento : 16:06

Matteo va dove lo porta il vento: «Insegno a domare le onde»

Matteo Scerpella ha provato il kitesurf in vacanza e non è più riuscito a farne a meno: ora è istruttore in Sudafrica.

I progetti del ticinese: «Desidero trasmettere la mia passione per questo sport, conoscere persone da tutti i continenti, vedere il mondo e vivere emozioni forti»

di Redazione
Gaia Nannini

GIUBIASCO - Qualche anno fa Matteo Scerpella si è accorto che il Ticino gli stava stretto e ha deciso di partire per diventare istruttore di kitesurf. Grazie al suo nuovo lavoro, gira le spiagge più ventose del mondo.

Quando è nata la sua passione sportiva?
«Ho sempre desiderato diventare portiere di hockey professionista. All’inizio del secondo anno di apprendistato come falegname, ho ricevuto un ingaggio per le giovanili dell’EHC Bienne e mi sono trasferito, ma dopo due anni ho capito che non sarei riuscito a diventare un professionista e sono tornato in Ticino, concludendo la mia formazione».

E poi è arrivato l'amore per il kitesurf.
«A giugno 2016, ancora insoddisfatto, sono partito per una stagione come animatore turistico in Sardegna e lì ho conosciuto Andrea, il mio migliore amico. A marzo 2017 siamo partiti per Capo Verde e abbiamo scoperto che era possibile fare una prova gratuita di uno sport che non avevamo mai sentito, il kitesurf. Due anni fa abbiamo capito che volevamo farlo diventare un lavoro e siamo andati in Brasile per allenarci e migliorare il nostro livello. Finalmente, nel 2019, siamo diventati istruttori IKO (Internetional Kiteboarding Organization)».

Ha dovuto svolgere una formazione specifica?
«Per poter diventare istruttore bisogna superare due esami: il primo come Assistente istruttore e il secondo come Istruttore. I corsi sono di 10 giorni in totale. Oltre alle ore di teoria c'è la pratica con studenti principianti e i corsi si possono tenere ovunque nel mondo e in diverse lingue».

Dove insegna attualmente?
«Al momento ho ripreso il lavoro come falegname poiché non posso insegnare a causa della pandemia. Essendo un'attività che va in parallelo con il turismo, quest’estate ho deciso di non partire: le persone erano restie nell’andare all’estero e non avrei avuto molti allievi».

In quali luoghi ha lavorato?
«Dopo un mese dalla formazione, sono partito alla volta della Spagna per la mia prima stagione da istruttore di kitesurf. Durante questo periodo ho potuto sperimentare i vari tipi di insegnamento nelle più svariate situazioni e in quattro lingue diverse (italiano, inglese, francese e tedesco). Successivamente, io e Andrea ci siamo trasferiti a Città del Capo e abbiamo trovato lavoro in una scuola del posto: qui abbiamo potuto visitare i luoghi di kitesurf più conosciuti del pianeta».

Per quale motivo ha scelto il Sudafrica?
«Soprattutto per la percentuale alta di giorni con vento, circa 70-80%, ma anche per tutte le possibilità che ha da offrire una grande città come Città del Capo. Spesso le spiagge ideali in cui praticare kitesurf sono in piccoli paesi o addirittura in mezzo al nulla. Città del Capo offre molte opzioni anche quando non c’è vento, come il surf, l’arrampicata e i safari».

Il futuro?
«Il kitesurf è il mio lavoro solamente da un anno, ma la voglia di continuare e provare a creare una scuola è molta. Desidero trasmettere la mia passione per questo sport, conoscere persone da tutti i continenti, vedere il mondo e vivere emozioni forti».

 

Una scuola per coronare il sogno di una vita
Matteo e Andrea si sono talmente appassionati del loro lavoro che ora sognano davvero in grande: aprire una scuola di kitesurf in Africa. «Città del Capo ci ha colpiti così tanto che abbiamo preso la decisione di creare la BBB Enterprise kite school», racconta Matteo. Purtroppo, però, quest’anno non è stato possibile: «Sarei dovuto partire a metà maggio per la Grecia per una nuova stagione estiva e poi quest’inverno tornare in Sudafrica per inaugurare la nostra scuola. Ma tutti i nostri piani e buoni propositi sono stati tremendamente bloccati dalla pandemia». Matteo e Andrea non demordono comunque e sono convinti che riusciranno a inaugurarla il prossimo anno: «È solo uno standby forzato: il nostro obiettivo è partire nel 2021 e siamo certi che ci riusciremo, perché la voglia di trasmettere la nostra passione agli altri è davvero tanta!».

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