Pubblicità politica in radio e TV, si apre alle emittenti private

Svolta nella commissione del Consiglio degli Stati: via libera all'iniziativa che punta ad abolire il divieto per le emittenti senza canone.
BERNA - Le emittenti radiofoniche e televisive private dovrebbero poter trasmettere pubblicità politica. Dopo il Consiglio nazionale, anche la competente commissione del Consiglio degli Stati si schiera a favore di questa possibilità. Una svolta rispetto alla posizione mantenuta finora.
Con 6 voti favorevoli, 4 contrari e 2 astensioni, la Commissione dei trasporti e delle telecomunicazioni del Consiglio degli Stati (KVF-S) ha dato il proprio sostegno a un'iniziativa parlamentare di Thomas Matter (UDC/ZH). Lo hanno comunicato venerdì i Servizi del Parlamento. La commissione, che in precedenza si era opposta all'iniziativa, ha dunque cambiato orientamento. La commissione omologa del Consiglio nazionale potrà ora elaborare una proposta concreta.
Al centro della questione c'è la disparità di trattamento tra le emittenti radiotelevisive private e i fornitori di contenuti online. Secondo Matter, questa differenza non ha una giustificazione logica. Il parlamentare sottolinea inoltre l'importanza economica delle emittenti private, che rappresentano datori di lavoro significativi e operano in un mercato fortemente competitivo. La possibilità di ottenere entrate pubblicitarie supplementari costituirebbe quindi un sostegno per il settore.
La commissione degli Stati condivide ora questa posizione. Nel suo comunicato ritiene infatti che il divieto di pubblicità politica attualmente imposto alle emittenti radiofoniche e televisive che non beneficiano di una quota del canone non sia più giustificato. Per questo motivo propone di escluderle dal divieto.
La liberalizzazione non riguarderebbe tuttavia tutte le emittenti. Secondo la commissione, il divieto di pubblicità politica dovrebbe rimanere in vigore per le radio e le televisioni di servizio pubblico finanziate attraverso il canone. La distinzione tra operatori privati senza finanziamento pubblico e quelli che beneficiano del canone resterebbe quindi un elemento centrale della futura regolamentazione.



