Scandalo Ruag: denunce penali e risarcimenti per 51 milioni

Dalle indagini sono emersi sospetti di frodi e trasferimento illecito di materiali sensibili durante la vendita di carri armati.
BERNA - Una richiesta di risarcimento da 51 milioni di euro e diversi procedimenti penali aperti: si chiude così l'indagine disposta dall'azienda statale d'armamenti Ruag MRO sulle irregolarità nelle proprie attività. Il rapporto, reso pubblico oggi, punta il dito contro molteplici possibili illeciti e denuncia un palese fallimento dei meccanismi di controllo interno. Il ministro della difesa Martin Pfister ha condannato fermamente le azioni passate e annunciato misure.
Il caso è emerso nel 2025, quando il Controllo federale delle finanze ha analizzato a fondo la gestione e la direzione strategica di Ruag MRO. Quattro audit hanno evidenziato profonde disfunzioni e frodi relative alla vendita di 96 carri armati Leopard 1 alla Germania.
Questi rapporti hanno portato alla luce carenze nel rispetto delle direttive in materia di conformità e nella gestione interna all'azienda di armamenti. Anche la sorveglianza e la guida da parte del suo proprietario, la Confederazione, sono state criticate.
Ruag aveva già aperto un'indagine nel 2023 dopo aver riscontrato irregolarità e fatti non chiariti. Questa indagine è ora conclusa. Gli accertamenti condotti dallo studio legale Niederer Kraft Frey (NKF) hanno fatto luce su altre irregolarità e potenziali reati.
Pezzi non omologati
Sussiste ad esempio il sospetto che un ex collaboratore abbia trasmesso in modo illecito disegni tecnici sensibili a indirizzi e-mail privati e a terzi in Germania. Produttori non omologati hanno così potuto realizzare pezzi che potrebbero essere finiti nei depositi o nelle officine di Ruag, oppure nei carri armati Leopard 2.



