Cerca e trova immobili
SVIZZERA

Disordini alle manifestazioni? Pagano gli organizzatori. Lo dicono anche gli Stati

Approvata di misura una mozione, dopo che il Nazionale si era già espresso favorevolmente
Disordini alle manifestazioni? Pagano gli organizzatori. Lo dicono anche gli Stati
Depositphotos (Zunek)
Fonte Ats
Disordini alle manifestazioni? Pagano gli organizzatori. Lo dicono anche gli Stati
Approvata di misura una mozione, dopo che il Nazionale si era già espresso favorevolmente

BERNA - In futuro, in caso di gravi disordini e atti violenti durante le manifestazioni, gli enti pubblici potranno chiedere il conto direttamente agli organizzatori. Dopo il Nazionale, oggi anche il Consiglio degli Stati ha approvato - con 24 voti a 18 e 3 astensioni - una mozione in tal senso.

Il Consiglio federale è ora incaricato di elaborare una base legale per permettere alle collettività pubbliche di riscuotere, presso gli organizzatori di proteste e dimostrazioni, l'integralità o parte dei costi d'intervento e quelli richiesti per garantirne la sicurezza.

Diverse recenti manifestazioni, in particolare quella dell'11 ottobre scorso a Berna, sono sfociate in violenze nei confronti della popolazione per mano di estremisti violenti, recita la mozione depositata dal consigliere nazionale Sidney Kamerzin (Centro/VS). La prevenzione e la protezione della popolazione durante questi eventi hanno reso necessarie importanti misure da parte delle forze dell'ordine.

Non spetta alla collettività farsi carico dei costi legati a queste misure di sicurezza, ha detto Daniel Jositsch (Indipendente/ZH), sostenendo la mozione e citando a titolo informativo la situazione di impunità che lui stesso ha costatato personalmente tra le vie di Zurigo.

Per Carlo Sommaruga (PS/GE), invece, l'oggetto della mozione viola il principio di sussidiarietà e limiterebbe l'autonomia dei Cantoni, i quali possono emanare senza problemi norme in materia e alcuni lo hanno già fatto.

Pur riconoscendo che la regolamentazione del diritto di manifestare compete ai Cantoni, i "senatori" hanno tuttavia ritenuto che una regola nazionale in materia dei costi consentirebbe di ridurre le disparità attuale e contribuirebbe inoltre ad armonizzare le normative attualmente in vigore.

Mathias Zopfi (Verdi/GL) ha però ritenuto che l'obiettivo della mozione sia contrario al principio di sussidiarietà e che il testo leda l'autonomia dei Cantoni. La mozione è inoltre formulata in termini troppo ampi e riguarderebbe tutte le manifestazioni, comprese, ad esempio, quelle del Primo maggio, ha aggiunto Zopfi.

Un argomento ribadito anche dal ministro della giustizia Beat Jans. La competenza per il mantenimento dell'ordine pubblico in occasione di manifestazioni è affidata ai Cantoni (sovranità cantonale in materia di polizia), ha detto Jans rivolgendosi al plenum, precisando che non spetta alla Confederazione stabilire quali costi sostenuti dalle autorità possano essere addebitati agli organizzatori di una manifestazione.

Una regolamentazione dei costi a livello federale - ha sostenuto il basilese - pregiudicherebbe la sovranità cantonale in materia di polizia, sarebbe in contrasto con il principio di sussidiarietà e, in determinate circostanze, limiterebbe anche le possibilità di organizzazione e di intervento dei Cantoni e dei Comuni.

Entra nel canale WhatsApp di Ticinonline.
Iscriviti alla newsletter giornaliera di Tio per ricevere le notizie più importanti direttamente nella tua casella di posta.
Naviga su tio.ch senza pubblicità Prova TioABO per 7 giorni.
COMMENTI
NOTIZIE PIÙ LETTE