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SVIZZERA

Cassis: «La Svizzera va coltivata con pazienza»

Il consigliere federale a Düdingen per il 1° agosto: dai villaggi alle famiglie le radici del Paese
Cassis: «La Svizzera va coltivata con pazienza»
Cassis (X)
Fonte Ats
Cassis: «La Svizzera va coltivata con pazienza»
Il consigliere federale a Düdingen per il 1° agosto: dai villaggi alle famiglie le radici del Paese

DÜDINGEN - «La Svizzera non cade dal cielo», ma «va coltivata». Lo ha detto il consigliere federale Ignazio Cassis intervenendo oggi a un brunch in fattoria a Düdingen (FR), nell’ambito dei festeggiamenti per il 1° agosto.

Per il capo del Dipartimento federale degli affari esteri, il Paese «non parte da Berna», ma dai villaggi e dalle famiglie «dove la gente si sveglia presto e lavora duro», si legge nella versione scritta del discorso, bilingue come il canton Friburgo.

Cassis ha richiamato le difficoltà che stanno affrontando gli agricoltori, tra siccità e caldo. «Invece di alzare gli occhi al cielo alla ricerca della pioggia, altri lo fanno per i missili», ha osservato, sottolineando come il mondo appaia «più instabile, più imprevedibile».

In Svizzera, ha aggiunto, le famiglie si riuniscono, i bambini giocano e le fattorie aprono le loro porte: una normalità che non lo è ovunque. «Ciò ci ricorda una semplice verità: la Svizzera non cade dal cielo. Va coltivata, come un campo, con lavoro, pazienza e fiducia».

Le persone che curano la terra curano anche il Paese, ha proseguito il ticinese, ricordando che «un buon raccolto non si improvvisa» ma si prepara e si protegge. «La stessa cosa vale per la Svizzera».

Infine un passaggio sulla neutralità, in vista dell’iniziativa UDC in votazione il 27 settembre: «Non è fine a sé stessa, ma un mezzo al servizio della nostra libertà, della nostra sicurezza e della nostra prosperità. Essere neutrali non significa voltare lo sguardo, bensì osservare e restare liberi per poter agire quando serve al nostro Paese».

«La Svizzera sa evolversi senza perdere la propria identità»
Una volta arrivato ad Avenches (VD), il capo del DFAE ha poi elogiato una Svizzera che «ha sempre saputo evolversi, senza mai smettere di essere sé stessa», sottolineando come questa capacità le abbia consentito di affrontare le difficoltà senza perdere il proprio equilibrio.

Nel suo discorso in occasione della Festa nazionale, il capo del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) ha affermato che la Confederazione non rifiuta di cambiare e adattarsi quando però è ritenuto necessario. La Svizzera «non ha mai confuso fedeltà e immobilismo», ha ribadito il consigliere federale ticinese.

Tra i valori da preservare, Cassis ha citato la neutralità, definendola non un rifugio bensì «un modo di essere utili al mondo». Con un riferimento implicito all'iniziativa popolare sulla neutralità lanciata da Pro Svizzera e da alcuni membri dell'UDC - in votazione il prossimo 27 settembre e respinta da Consiglio federale e Parlamento - il responsabile del DFAE ha sostenuto che il popolo si trova a dover scegliere tra una neutralità più forte e una più rigida.

A suo avviso, la situazione attuale consente alla Svizzera di «favorire il dialogo», offrire spazi d'incontro, «aprire una porta» e contribuire alla ricerca di soluzioni. «La nostra neutralità è preziosa. Non ci isola dal resto del mondo», ha sottolineato il malcantonese.

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