Dopo il no ai "10 milioni", l’UDC guarda a cantoni e comuni

Cambio di strategia: ora si vuole che siano gli enti locali ad arrestare la crescita della popolazione
SVIZZERA - L’iniziativa dell’UDC per fissare a 10 milioni il tetto della popolazione svizzera è fallita, ma il partito non abbandona l’obiettivo di limitare la crescita demografica. Come riferito dalla NZZ am Sonntag, la nuova strategia punta su misure a livello cantonale e comunale.
A rilanciare l’idea è il consigliere nazionale lucernese Franz Grüter, il quale a fine agosto riunirà le sezioni cantonali per discutere possibili strumenti locali. «Vogliamo vedere se esistono leve a livello cantonale e comunale per frenare l’immigrazione», spiega. Tra gli esempi citati figura Hochdorf (LU), dove nel 2015 è stata approvata un’iniziativa che limita la crescita allo 0,7% annuo.
Attira l’attenzione anche il caso di Grimisuat (VS), nei dintorni di Sion, che ha fissato un tetto di 5000 abitanti rispetto ai circa 4000 attuali. La motivazione è pratica: l’approvvigionamento di acqua potabile. Il comune, privo di una propria fonte, acquista l’acqua dai vicini e, a causa del cambiamento climatico e dell’aumento della popolazione (più che raddoppiata dal 1980 a oggi), teme di raggiungere i limiti delle infrastrutture.
Pur non potendo vietare nuovi insediamenti, dato che in Svizzera vige la libertà di domicilio, Grimisuat intende congelare le nuove zone edificabili per contenere la crescita nel lungo periodo. Secondo Ursin Fetz, specialista dello sviluppo comunale presso la Scuola universitaria professionale dei Grigioni, sempre più comuni stanno rivedendo al ribasso le proprie ambizioni. A Domat/Ems (GR), ad esempio, un obiettivo di crescita dell’1% annuo è stato ridotto allo 0,8% dopo le critiche della popolazione.
La strategia non è però condivisa da tutti. Il presidente comunale di Grimisuat, Raphaël Vuigner, respinge l’idea di essere un modello per l’UDC e sottolinea di aver votato contro l’iniziativa "No a una Svizzera da 10 milioni". Il limite fissato dal suo comune, afferma, risponde a un’analisi delle risorse disponibili e non a una posizione ideologica.



