Aumento IVA per l'esercito: levata di scudi, ma non dal Centro

Le reazioni politiche dopo l'annuncio del Consiglio federale sono state largamente negative: «Un errore», «antisociale» e «inaccettabile»
BERNA - Non piace quasi a nessun partito l'aumento dell'IVA di 0,5 punti percentuali per finanziare l'esercito annunciato oggi dal Consiglio federale. PS, Verdi e Verdi Liberali parlano di un passo eccessivo, se non addirittura di un errore, mentre il PLR definisce la misura inaccettabile. Unico a sostenere la proposta il Centro, per il quale si tratta di un finanziamento sostenibile.
«Anche un aumento di 0,5 punti percentuali nell'arco di dodici anni finalizzato a un ulteriore riarmo è un errore», sostiene il PS in un comunicato. È possibile raggiungere l'1% del PIL di spesa per la difesa «se l'esercito si concentra su minacce realistiche», secondo il partito. «Sugli attacchi informatici, la disinformazione, i droni, i missili e la protezione delle infrastrutture critiche», elenca la copresidente Mattea Meyer, citata nella nota. Il PS torna anche a chiedere l'abbandono del progetto di acquisto degli F-35 e un'alternativa europea ai Patriot statunitensi.
La proposta non piace nemmeno in casa ecologista. In un comunicato, i Verdi definiscono «antisociale» l'aumento dell'IVA. Per il partito, non deve essere destinato nemmeno un franco in più al potenziamento militare. «L’IVA è la forma di finanziamento dell'esercito più antisociale, colpisce maggiormente i più poveri e grava ulteriormente sui bilanci familiari», afferma nella nota il consigliere nazionale friburghese Gerhard Andrey.
Pur riconoscendo le necessità finanziarie dell'esercito, anche i Verdi Liberali bocciano l'aumento proposto dal Consiglio federale. Va decisamente troppo oltre, sottolinea il partito in una nota. «Prima di gravare maggiormente sulla popolazione, occorre impiegare in modo più efficiente i mezzi disponibili e attingere alle riserve esistenti». I Verdi Liberali sarebbero disposti a sostenere un moderato incremento a un massimo di 0,2 punti percentuali.
Nessuna apertura nemmeno in casa liberale. «È inaccettabile che il Consiglio federale decida di imporre alla popolazione un aumento dell'IVA per finanziare l'esercito, rinunciando al contempo alle misure di efficienza già annunciate per contenere la spesa», si legge in una nota del PLR. Per il partito, «rispondere a ogni sfida con una nuova tassa non è la soluzione giusta». La Confederazione incassa però quasi 90 miliardi di franchi all'anno, prosegue il PLR, affermando che lo Stato non ha un problema di entrate, ma un problema di spese.
Il Centro va controcorrente
L'unica formazione politica controcorrente è il Centro, che in una nota accoglie con favore la proposta annunciata dal suo ministro, Martin Pfister. «La politica di sicurezza necessita di certezza nella pianificazione e di un finanziamento che sia sostenibile a lungo termine e in grado di ottenere il consenso politico della maggioranza», scrive il partito. Rispetto all'aumento di 0,8 punti percentuali originariamente previsto, quello annunciato oggi di 0,5 ridurrebbe sensibilmente l'onere per la popolazione e l'economia, senza mettere in discussione il necessario rafforzamento della sicurezza, secondo il Centro.




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