Rivisto al ribasso l'aumento dell'IVA per finanziare l'esercito

Il Governo modifica la proposta originale riducendo l'incremento dell'IVA e salvaguardando i beni essenziali.
BERNA - Il Consiglio federale ha deciso di attenuare l'aumento dell'imposta sul valore aggiunto (IVA) destinato a finanziare il rafforzamento dell'esercito. Tenendo conto delle critiche emerse durante la consultazione, il Governo propone ora di aumentare temporaneamente l'aliquota normale di 0,5 punti percentuali invece degli 0,8 inizialmente previsti e rinuncia inoltre a toccare l'aliquota ridotta applicata a derrate alimentari e medicinali.
Ciò consentirà di attenuare le ripercussioni sulle economie domestiche a basso reddito, afferma l'Esecutivo in una nota. Le entrate supplementari generate dall'aumento dell'IVA, precisa il comunicato, saranno destinate integralmente alle spese per l'armamento dell'esercito e la loro durata verrà limitata a 12 anziché a 10 anni come previsto finora.
Inoltre, contrariamente a quanto previsto inizialmente, l'aumento delle spese militari fino all'1% del prodotto interno lordo (PIL), deciso dal Parlamento, non sarà finanziato tramite il rincaro dell'IVA. Secondo il Governo, le prospettive ora più favorevoli per le finanze federali, sostenute in particolare da maggiori entrate provenienti dall'imposta sugli utili, consentono di assorbire questi costi attraverso il bilancio ordinario della Confederazione.



