Affitti alle stelle: scatta l’iniziativa per fermare le pigioni abusive

L'azione dell'Associazione svizzera degli inquilini chiede maggiori tutele e un controllo trasparente delle locazioni per contrastare l'aumento dei prezzi.
BERNA - L'Associazione svizzera degli inquilini (ASI) ha depositato oggi presso la Cancelleria federale l'Iniziativa popolare "Sì alla protezione contro pigioni abusive", che mira a porre un freno all'esplosione degli affitti e a rendere le locazioni più accessibili.
Sostenuta da un'alleanza composta da partiti, organizzazioni e sindacati, l'ASI ha presentato oggi a Berna 140'048 firme a favore della sua Iniziativa sulle pigioni lanciata poco più di un anno fa (la raccolta delle sottoscrizioni era iniziata il 3 giugno 2025).
Il testo chiede al Consiglio federale e al Parlamento di istituire un chiaro controllo degli affitti - frenando quelli abusivi - nonché garantire in Svizzera locazioni eque per tutti.
Per i promotori, secondo cui le pigioni dovrebbero essere fondate sui costi effettivi più un reddito limitato, i grandi gruppi immobiliari si arricchiscono sulle spalle degli inquilini. Gli affitti continuano infatti ad aumentare eppure né l'Esecutivo né le Camere federali intendono fare qualcosa per cambiare questa situazione insostenibile, dichiara l'ASI in un comunicato.
La Confederazione è un Paese di inquilini dove circa il 60% dei nuclei familiari vive in affitto, prosegue l'associazione basandosi su recenti statistiche. Allo stesso tempo però "le persone pagano in media circa 360 franchi al mese di troppo", mentre ogni anno "circa 10 miliardi di franchi passano in modo abusivo dagli inquilini ai locatori".
Inoltre il peso per le famiglie è diventato insostenibile, si legge nella nota. Quasi il 40% degli inquilini spende più di un terzo del proprio reddito per l'affitto. Di conseguenza, per molte persone le spese di locazione sono diventate il maggior onere finanziario, se non addirittura un rischio di povertà, sostiene l'associazione.
L'iniziativa gode dell'appoggio del PS e dei Verdi, nonché del sostegno dei sindacati USS e Travail.Suisse, di organizzazioni come Caritas e di cooperative.




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