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SONDAGGIO TAMEDIA

«No a una Svizzera da 10 milioni» perde terreno, ma il risultato resta incerto

La bilancia del voto sull’iniziativa dell’Udc pende verso il No. Resta però l’incognita delle conseguenze politiche dell’aggressione avvenuta a Winterthur.
20min/Christof Vuille
Fonte 20Minuten
«No a una Svizzera da 10 milioni» perde terreno, ma il risultato resta incerto
La bilancia del voto sull’iniziativa dell’Udc pende verso il No. Resta però l’incognita delle conseguenze politiche dell’aggressione avvenuta a Winterthur.

ZURIGO - Un "No" risicato e un equilibrio quasi perfetto che non consente previsioni: sono questi i risultati dell'ultimo sondaggio di 20Minuten/Tamedia sui due oggetti federali in votazione il prossimo 14 giugno.

Stando allla seconda ondata dello studio, svolta online il 27 e 28 maggio, l’iniziativa «No a una Svizzera da 10 milioni!» verrebbe respinta da una maggioranza molto risicata (52% No, 47% Sì, 1% indecisi). Rispetto alla prima ondata di aprile 2026, il sostegno è diminuito di cinque punti percentuali.

Negli ultimi mesi l’iniziativa ha acceso il dibattito nazionale, accentuando la polarizzazione tra sinistra e destra. Ci si attende quindi un’elevata partecipazione al voto.

Il sondaggio indica che gli elettori abituali respingono la proposta in modo più netto rispetto a chi vota solo occasionalmente. Per l’esito dell’iniziativa dell’UDC sarà decisiva la mobilitazione su entrambi i fronti, così come la partecipazione di chi di solito non si reca alle urne.

Per quanto riguarda la legge sul servizio civile, si conferma l’equilibrio già emerso nella prima ondata tra i fronti del Sì e del No. Se ad aprile entrambe le posizioni erano al 46%, nella seconda ondata crescono di due punti percentuali ciascuna (48% Sì, 48% No, 4% indecisi).

Iniziativa «Svizzera da 10 milioni»
Nel dettaglio, le differenze più marcate nelle intenzioni di voto si registrano in base alla simpatia di partito. La base dell’UDC sostiene compatta l’iniziativa (95% di Sì), mentre gli elettori di sinistra, dei Verdi e dei Verdi liberali (PVL) sono nettamente contrari: l’88% della base del PS respinge l’iniziativa, così come l’82% dei Verdi e l’81% del PVL.

Le quote di contrari sono aumentate rispetto alla prima ondata, anche tra gli elettori di PLR e Centro. Tra i sostenitori del PLR il consenso è sceso dal 54% al 47%, mentre tra l’elettorato del Centro il No è salito al 61%, 11 punti in più rispetto alla prima rilevazione.

Emergono differenze significative anche tra aree rurali (53% Sì) e urbane (39% Sì). L’iniziativa è respinta di misura nella Svizzera tedesca (49% Sì) e si osserva un equilibrio simile anche nella Svizzera italiana (50% No, 48% dei Sì e 2% indecisi). È invece nettamente bocciata nella Svizzera romanda (56% No).

Per fasce d’età, il sostegno più alto si registra tra i 35-49enni (52% Sì), mentre il più basso tra gli over 65 (43% Sì). Tra le donne il consenso è sceso di 9 punti, al 45%, risultando ora leggermente inferiore rispetto agli uomini (49% Sì).

Incidono anche istruzione e reddito: al crescere di entrambi, il sostegno diminuisce. Il divario è particolarmente marcato per il livello di istruzione: il Sì passa dal 61% tra chi ha solo la scuola dell’obbligo al 28% tra chi possiede un titolo universitario.

Tra gli argomenti principali dei sostenitori vi sono due punti: anche in caso di approvazione resterebbe possibile un saldo migratorio netto di circa 40mila persone l’anno, ritenuto sufficiente per l’economia; inoltre, l’immigrazione metterebbe a rischio la sicurezza della Svizzera, con una forte sovrarappresentazione di stranieri e naturalizzati nei reati violenti. Gli oppositori sottolineano invece che l’iniziativa comporterebbe la disdetta degli accordi bilaterali con l’UE, principale partner commerciale, con gravi conseguenze per l’economia svizzera orientata all’export.

Per completezza, va segnalato che il sondaggio è rimasto online fino alle 14 di giovedì 28 maggio, quindi prima dell’ampia copertura mediatica dell’accoltellamento avvenuto a Winterthur, episodio poi utilizzato nella campagna dei sostenitori dell’iniziativa.

Legge sul servizio civile
Per quanto riguarda la legge sul servizio civile, nella seconda ondata del sondaggio favorevoli e contrari sono entrambi al 48% (4% gli indecisi). La proposta è sostenuta da una chiara maggioranza degli elettori di PLR, UDC e Centro (rispettivamente 68%, 71% e 56%), mentre è nettamente respinta dall’elettorato rosso-verde. Tra i sostenitori dei Verdi e del PS il consenso si ferma al 15%, mentre tra gli elettori del PVL raggiunge il 31%.

Il sostegno è maggiore nelle aree rurali (53%) rispetto alle città (40%). Si registrano differenze anche per genere, istruzione ed età: tra le donne il Sì è al 41%, contro il 54% degli uomini. Gli elettori con un livello di istruzione più basso sostengono la revisione (56% Sì), mentre quelli con istruzione elevata la respingono (36% Sì). Inoltre, la legge gode di un sostegno relativamente debole tra i giovani (43% Sì), mentre il consenso più alto si registra tra le fasce più anziane (51% Sì).

Per i favorevoli, l’argomento centrale è che il servizio civile è diventato un’alternativa troppo comoda, nonostante la Costituzione non preveda libertà di scelta tra servizio militare e civile (46%). I contrari evidenziano invece che i civilisti svolgono compiti fondamentali per la coesione sociale e culturale: ospedali, case di cura, agricoltori di montagna e scuole dipendono dal loro contributo (61%).

Il sondaggio
Tra il 27 e il 28 maggio, 20'193 persone provenienti da tutta la Svizzera hanno partecipato alla seconda tornata del sondaggio prodotto da 20 Minuten e Tamedia in vista delle votazioni federali del 14 giugno. Lo studio è stato condotto in collaborazione con LeeWas. L'istituto modella i dati in base a variabili demografiche, geografiche e politiche. Il margine di errore è pari a 1,1 punti percentuali. Ulteriori informazioni sono disponibili all’indirizzo 20min.ch/umfragen.

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