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Snippet, diritti d'autore e AI: la nuova frontiera della Google Tax

Il Consiglio nazionale propone che anche i fornitori di intelligenza artificiale paghino i media per l’uso di contenuti giornalistici
Deposit Photos
Fonte Ats
Snippet, diritti d'autore e AI: la nuova frontiera della Google Tax
Il Consiglio nazionale propone che anche i fornitori di intelligenza artificiale paghino i media per l’uso di contenuti giornalistici

BERNA - Non solo i grandi fornitori di servizi online, come ad esempio Google e Facebook, devono remunerare i media per l'utilizzo dei loro contenuti giornalistici, ma anche i fornitori di intelligenza artificiale. È quanto ritiene il Consiglio nazionale che ha deciso oggi di rinviare al governo la cosiddetta "Google Tax".

Come spiegato dal relatore commissionale Damien Cottier (PLR/NE), l'esecutivo nella sua proposta di modifica della legge federale sul diritto d'autore si è concentrato esclusivamente sulle anteprime di testi e immagini (i cosiddetti snippet) e sulla remunerazione del loro utilizzo, senza invece dire nulla sui fornitori di intelligenza artificiale.

Durante le discussioni sono state respinte due proposte di minoranza. La prima chiedeva un rinvio per esaminare anche approcci alternativi per promuovere la qualità e la diversità dei media e la remunerazione delle piattaforme digitali, ad esempio attraverso un'imposta o una tassa digitale.

La seconda minoranza chiedeva invece di non rinviare il dossier al governo temendo che ciò farebbe perdere tempo costringendo le imprese mediatiche a convivere con lo status quo e mantenendo in vigore l'utilizzo gratuito degli snippet. Al voto le due proposte sono state rispettivamente respinte con 157 voti contro 29 (2 astenuti) e 113 voti contro 72 (3 astensioni).

Il progetto governativo - detto anche "Google Tax - è stato presentato lo scorso giugno. Il Consiglio federale ha giustificato la scelta di chiamare alla cassa le grandi piattaforme online col fatto che l'offerta di motori di ricerca, media sociali e piattaforme multimediali è ancora in larga misura alimentata dalle prestazioni dei media giornalistici tradizionali.

Per via della loro brevità però, finora gli snippet non sono protetti dal diritto d'autore. I prestatori di servizi online li utilizzano quindi senza versare alcun compenso alle imprese e ai giornalisti.

La modifica legislativa preconizza che, in futuro, i grandi servizi online paghino un indennizzo ai media locali per usare i loro articoli. Sarebbero assoggettati a tale obbligo le piattaforme che contano un numero annuo medio di utenti pari ad almeno il 10% della popolazione svizzera. La gestione collettiva dei diritti sui contenuti mediatici sarebbe affidata a una società esterna.

Il dossier passa ora al Consiglio degli Stati.

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