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SVIZZERA

Documenti d'identità falsi: «Rafforzare i controlli»

È quanto propone una mozione del consigliere nazionale Piero Marchesi (UDC/TI), già adottata in alcuni suoi punti dal Consiglio nazionale lo scorso settembre
Imago
Fonte ats
Documenti d'identità falsi: «Rafforzare i controlli»
È quanto propone una mozione del consigliere nazionale Piero Marchesi (UDC/TI), già adottata in alcuni suoi punti dal Consiglio nazionale lo scorso settembre

BERNA - In un prossimo futuro dovrebbero venir intensificati i controlli sull'autenticità dei documenti d'identità presentati per il rilascio dei permessi di soggiorno, in particolare a livello comunale e cantonale, rafforzando la collaborazione con la polizia e le autorità federali.

È quanto si propone una mozione del consigliere nazionale Piero Marchesi (UDC/TI), già adottata in alcuni suoi punti dal Consiglio nazionale lo scorso settembre, che la Commissione delle istituzioni politiche del consiglio degli Stati (CIP-S) raccomanda al plenum di accogliere.

Secondo Marchesi, negli ultimi anni, la Svizzera sta registrando un preoccupante aumento dell'uso di documenti d'identità falsificati, impiegati in particolare per ottenere permessi di soggiorno in modo fraudolento. I dati citati da Marchesi parlano di 1'863 documenti falsi sequestrati ai confini nel solo 2024 e di 3'735 a livello nazionale. Gli esperti della polizia, stando al deputato ticinese, stimano che circa un permesso di soggiorno su dieci sia ottenuto sulla base di documenti contraffatti.

Questo fenomeno comporta per Marchesi gravi rischi per la sicurezza interna, a danno di chi rispetta le regole. Inoltre, crea vulnerabilità che potrebbero essere sfruttate da reti criminali.

Particolarmente esposti sono i Comuni, primi a ricevere la documentazione e spesso senza strumenti tecnici adeguati o formazione specifica per riconoscere i falsi più sofisticati. Per questo, a suo avviso, è necessario rafforzare i controlli documentali, istituire canali rapidi di segnalazione dei casi sospetti alle autorità competenti e coordinare meglio le forze già esistenti, senza però appesantire l'attività amministrativa ordinaria né creare nuova burocrazia.

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