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SVIZZERABerna estende le sanzioni nei confronti della Bielorussia

11.12.20 - 19:58
15 persone, fra cui il presidente Alexander Lukashenko, non potranno entrare nel nostro Paese.
Keystone (archivio)
Fonte ats
Berna estende le sanzioni nei confronti della Bielorussia
15 persone, fra cui il presidente Alexander Lukashenko, non potranno entrare nel nostro Paese.
Questo perché sono accusate di violenze e arresti arbitrari dopo le contestate elezioni

BERNA - In linea con le decisioni emanate dall'UE pochi giorni fa, anche il Consiglio federale ha esteso le sanzioni nei confronti della Bielorussia. Si tratta di provvedimenti bancari e un divieto di ingresso e transito per 15 persone, tra cui il presidente Alexander Lukashenko.

Oltre al presidente Lukashenko, fra i sanzionati vi è anche suo figlio - nonché consigliere per la sicurezza nazionale - Viktor Lukashenko. I loro valori patrimoniali sono bloccati ed è vietato loro entrare e transitare in Svizzera, precisa una nota odierna dell'esecutivo. Le 15 nuove persone toccate dalle misure sono accusate di violenze e arresti arbitrari dopo le contestate elezioni svoltesi nel Paese.

Già il 12 ottobre, in seguito agli eventi verificatisi dopo le elezioni presidenziali in Bielorussia, il Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca (DEFR) aveva inserito 40 persone nell'elenco dei sottoposti a sanzioni, conformandosi a quanto deciso dall'UE il 2 ottobre.

Il Consiglio federale oggi ha inoltre deciso di inserire nell'ordinanza che istituisce provvedimenti nei confronti della Bielorussia (RS 946.231.116.9) un embargo sui beni d'armamento e sui beni che potrebbero essere utilizzati per la repressione interna. Questa misura era stata adottata dall'UE già nel 2011; in Svizzera finora è stata applicata in gran parte in base alla legislazione sul materiale bellico e sul controllo dei beni a duplice impiego.

Berna chiede inoltre al governo bielorusso di dialogare con la società civile, rispettare i suoi impegni internazionali in materia di diritti umani: in particolare di garantire le libertà di opinione, riunione e associazione, di scarcerare tutte le persone detenute indebitamente e di indagare sugli atti di tortura e sui maltrattamenti perpetrati dalle forze di sicurezza.

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