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Sta scoppiando la bolla dell’IA?

Il crollo dei titoli legati all’intelligenza artificiale evidenzia i rischi di una crescita eccessivamente concentrata e dipendente dalle aspettative degli investitori. Colpite anche le azioni svizzere.
Sta scoppiando la bolla dell’IA?
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Fonte Awp Sda Dpa
Sta scoppiando la bolla dell’IA?
Il crollo dei titoli legati all’intelligenza artificiale evidenzia i rischi di una crescita eccessivamente concentrata e dipendente dalle aspettative degli investitori. Colpite anche le azioni svizzere.

ZURIGO - Dall’euforia al panico: il timore di una maggiore regolamentazione dell’Intelligenza Artificiale (IA) ha portato a una svendita di titoli tecnologici a Wall Street. Due giorni dopo il successo dei Democratici alle elezioni del Congresso USA, che inizialmente aveva fatto salire le borse, sono crollate soprattutto le azioni legate al settore dei chip, considerato il maggior beneficiario dell’entusiasmo per l’IA.

L’indice tecnologico Nasdaq 100 ha subito giovedì la perdita giornaliera più forte dal crash del coronavirus del 2020, è sceso ai livelli di aprile e ha perso circa 2,3 bilioni di dollari (circa 1,88 bilioni di franchi) di capitalizzazione di mercato. La svendita ha coinvolto le borse di tutto il mondo, compreso il mercato azionario tedesco, che venerdì ha continuato a calare. È finito così il boom dell’IA? E i piccoli risparmiatori devono preoccuparsi per i loro risparmi?

Perché le azioni tecnologiche sono così sotto pressione?
Dopo la vittoria schiacciante dei Democratici USA alle elezioni del Congresso, i mercati finanziari sono nervosi. I Democratici, infatti, sono più scettici sulle opportunità dell’IA rispetto ai Repubblicani, che tradizionalmente si battono per la riduzione delle regolamentazioni statali. Le aziende tecnologiche devono quindi aspettarsi maggiori ostacoli per i loro enormi data center dedicati all’IA.

Già durante la campagna elettorale si era formato un fronte contrario alla costruzione di nuovi data center per il boom dell’IA. Anche i Repubblicani hanno imposto moratorie sulle nuove costruzioni. I data center sono criticati per il loro enorme fabbisogno energetico, che potrebbe far aumentare anche i prezzi dell’energia per la popolazione. A ciò si aggiungono preoccupazioni per rumore, inquinamento atmosferico e carenza d’acqua, oltre al timore che i data center creino solo pochi posti di lavoro duraturi.

Cosa significherebbe una regolamentazione più severa per il boom dell’IA?
I data center sono una componente essenziale dell’infrastruttura dell’IA e sono costituiti da numerosi rack metallici standardizzati con semiconduttori. Se gli investimenti nei data center dovessero essere frenati o addirittura diminuire, ciò avrebbe conseguenze rilevanti per i produttori di chip.

Per questo motivo, tali aziende sono state colpite in modo particolare a Wall Street. Le azioni di Nvidia sono crollate giovedì del 9,3%; i grandi titoli del settore della memoria come Seagate, Western Digital e Sandisk sono scesi addirittura fino al 22%. I loro prodotti sono indispensabili per i data center. Le azioni di Micron hanno perso il 17,5%. Il timore di una regolamentazione più severa ha colpito anche l’impero aziendale del miliardario tecnologico Elon Musk: le azioni Tesla sono scese di quasi l’11% e quelle dell’azienda spaziale e di IA SpaceX del 9%.

Sono coinvolte anche le azioni svizzere?
Anche le azioni svizzere verrebbero immediatamente coinvolte. Ad esempio, titoli come ABB o il fornitore di chip VAT hanno recentemente beneficiato fortemente del boom dell’IA. Venerdì mattina si sono in parte ripresi o stabilizzati. Tuttavia, sono ancora quotati su livelli relativamente alti.

Sta scoppiando la bolla dell’IA?
Da tempo si teme che i giganteschi investimenti miliardari delle aziende tecnologiche statunitensi non si traducano così rapidamente in profitti come sperato. Il timore che una bolla dell’IA possa scoppiare circola in borsa da oltre un anno – eppure i corsi sono comunque saliti. Inoltre, le azioni delle “Magnificent Seven” – tra cui Apple, Microsoft, Nvidia e Alphabet – hanno un grande peso nelle borse mondiali. Il boom dei titoli tecnologici è da tempo il principale motore della crescita dei mercati azionari, nonostante guerre e crisi.

«A Wall Street è successo esattamente ciò che gli investitori temevano da mesi: che il rischio di concentrazione su pochi titoli tecnologici pesanti si ritorcesse contro e trascinasse in basso i grandi indici se questi dovessero scendere più marcatamente», ha commentato l’analista di mercato Jochen Stanzl di Consorsbank.

Il successo delle aziende IA è fondamentalmente in discussione?
Esperti del settore ed economisti lo negano quasi unanimemente. L’attuale crisi dei mercati azionari non viene interpretata come un fallimento della tecnologia stessa, ma come un doloroso aggiustamento di aspettative di mercato eccessive. L’utilità fondamentale dell’IA nell’automazione, nell’analisi dei dati, nella ricerca medica e nello sviluppo software è ancora considerata indiscussa, e la domanda da parte delle aziende di applicazioni pratiche continua a crescere.

Piuttosto, è in discussione il calendario entro cui i giganteschi investimenti in hardware e data center dovranno essere ammortizzati. Mentre i corsi azionari avevano recentemente scontato una crescita dei profitti quasi esponenziale e senza errori, ora le aziende si scontrano con la realtà di colli di bottiglia infrastrutturali e ostacoli politici. Il modello di business non è quindi fondamentalmente in discussione, ma la fase di crescita facile e di fiducia cieca degli investitori in ogni notizia sull’IA lascia il posto a una fase di valutazioni più sobrie tra costi e benefici.

Il mio portafoglio ETF è in pericolo?
Per i piccoli risparmiatori, il crollo dei corsi si fa sentire soprattutto perché gli indici mondiali più comuni come l’MSCI World sono diventati negli ultimi anni fortemente orientati alla tecnologia. A causa dell’enorme capitalizzazione di mercato di Apple, Nvidia, Microsoft e simili, i principali titoli tecnologici hanno recentemente rappresentato spesso più del 20-25% di un ETF azionario mondiale standard. Molti piccoli risparmiatori vedono quindi direttamente le conseguenze del crollo tecnologico nel proprio portafoglio.

Chi risparmia in modo ampio e diversificato per la previdenza nel corso di molti anni dovrebbe comunque mantenere la calma secondo i consulenti dei consumatori e i gestori patrimoniali. Correzioni del 10-20% rientrano nella normale volatilità dei mercati azionari, e nei piani di risparmio in corso il calo consente addirittura di acquistare temporaneamente quote a prezzi più bassi.

Chi invece ha puntato specificamente su ETF settoriali del comparto semiconduttori o IA deve aspettarsi oscillazioni di prezzo persistentemente elevate e dovrebbe verificare se il proprio portafoglio è sufficientemente bilanciato da altri settori come industria, beni di consumo o salute.

Cosa succede ora con il rally di fine anno in borsa?
La speranza di un rally di fine anno senza preoccupazioni ha subito un duro colpo a causa dello shock tecnologico. Dopo che il Dax aveva inizialmente raggiunto un nuovo massimo storico grazie alla speranza di una linea più morbida del governo USA, l’indice guida tedesco è passato in negativo. «All’euforia elettorale segue la disillusione», ha dichiarato Salah-Eddine Bouhmidi del broker IG. Sebbene i mesi di novembre e dicembre siano storicamente forti sui mercati finanziari, per una ripresa sensibile a fine anno sarebbero necessari rapidi segnali di distensione.

Affinché i corsi tornino a salire, secondo gli osservatori di mercato sarebbero necessari toni rassicuranti dalla politica statunitense riguardo ai piani di regolamentazione futuri o dati congiunturali e trimestrali sorprendentemente solidi. Se invece l’incertezza politica dovesse rimanere elevata e i grandi investitori dovessero trattenersi dal fare nuovi investimenti, il tradizionale rally di fine anno potrebbe saltare e lasciare il posto a una fase di maggiore nervosismo – anche perché, tra conflitto in Medio Oriente, inflazione e tassi d’interesse elevati, non mancano certo altri motivi di preoccupazione.

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