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Gli analisti frenano sull'economia svizzera, ma l'indice resta positivo

Le previsioni dei professionisti segnalano una fase di attesa per la crescita elvetica, con aumenti attesi su borsa e disoccupazione.
Gli analisti frenano sull'economia svizzera, ma l'indice resta positivo
Depositphotos (VadimVasenin)
Fonte Ats
Gli analisti frenano sull'economia svizzera, ma l'indice resta positivo
Le previsioni dei professionisti segnalano una fase di attesa per la crescita elvetica, con aumenti attesi su borsa e disoccupazione.

ZURIGO - Gli analisti finanziari rimangono fiduciosi riguardo all'evoluzione congiunturale elvetica, ma l'ottimismo è in calo: è l'indicazione che deriva dall'indice sulle prospettive economiche calcolato da UBS e da CFA Society Switzerland sulla base di un sondaggio fra gli esperti.

L'indicatore principale - emerge dalle informazioni diffuse oggi - si è attestato in settembre a +2,6 punti, in flessione di 9,5 punti rispetto ad agosto, ma comunque ancora in zona positiva.

Andando nei dettagli, il 23,1% degli interrogati in settembre pronostica un miglioramento della situazione congiunturale nei prossimi sei mesi, il 20,5% scommette su un peggioramento, mentre il 56,4% è convinto che non vi saranno cambiamenti (valori che determinano poi l'indice complessivo: 23,1 meno 20,5 = +2,6). Rispetto ad agosto sono diminuiti gli ottimisti (-7,2 punti), mentre sono aumentati i pessimisti (+2,3 punti) e coloro che puntano sullo status quo (+4,9 punti).

Sempre importanti sono i segnali riguardo al rincaro: l'inflazione in Svizzera è vista in aumento dal 48,7% del campione, mentre il 5,1% si aspetta un calo e il 46,2% stabilità. I tassi d'interesse sono attesi stabili nel corto termine (61,3%), con una quota però importante che scommette su un rialzo (36,0%); anche sul lungo periodo il gruppo più consistente (48,0%) punta sull'assenza di variazioni, ma non pochi vedono un incremento (41,3%).

Il 53,5% degli interrogati (+4,0 punti rispetto ad agosto) prevede inoltre un incremento dell'indice di borsa elvetico SMI nei prossimi sei mesi, il 31,0% punta su valori stabili e il 15,5% su una contrazione. Sul fronte valutario, il 44,6% si aspetta un rafforzamento del franco rispetto all'euro, il 18,9% un indebolimento e il 36,5% ritiene che non vi saranno cambiamenti nel corso; nei confronti del dollaro le rispettive quote sono di 44,6%, 18,9% e 29,7%. Riguardo alla disoccupazione il 38,7% vede una crescita dei senza lavoro, il 58,7% una stagnazione e il 2,7% un calo.

Al sondaggio, effettuato il 17 e il 24 settembre, hanno partecipato 78 analisti della comunità finanziaria elvetica. L'inchiesta in questione viene realizzata dal gennaio 2017: fino al 2023 partner di CFA - un'associazione di professionisti dell'investimento che ha radici americane - era Credit Suisse, ora è UBS, banca che ha rilevato il concorrente.

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