Orologi svizzeri: l'export si stabilizza in maggio

Nel quinto mese dell'anno è stato registrato un mini rimbalzo dopo un aprile molto difficile
Nel quinto mese dell'anno è stato registrato un mini rimbalzo dopo un aprile molto difficile
BIENNE - Dopo il forte arretramento di aprile le vendite di orologi svizzeri all'estero si sono stabilizzate in maggio, perlomeno su base annua.
Stando ai dati diffusi oggi dalla Federazione dell'industria orologiera (FH), nel quinto mese del 2026 le esportazioni si sono attestate a 2,1 miliardi di franchi, in progressione dello 0,4% rispetto allo stesso periodo del 2025. In termini di numero i segnatempo smerciati hanno presentato invece una contrazione, pari all'1,2% (a 1,2 milioni).
Maggio presenta quindi un mini rimbalzo dopo un aprile molto difficile (-16,6%). Sull'arco dei primi cinque mesi il bilancio rimane comunque debole: l'export orologiero elvetico è infatti sceso (sempre su base annua) del 3,1% in valore.
A livello di singoli mercati e tornando a focalizzare l'attenzione su maggio spicca l'avanzata degli Usa (+12,3% a 302 milioni di franchi), che rimangono il principale sbocco del made in Switzerland; seguono Francia (+57,0% a 191 milioni), Regno Unito (+24,9% a 163 milioni), Hong Kong (+3,4% a 162 milioni), Giappone (-3,5% a 153 milioni) e Cina continentale (-21,4% a 130 milioni). Insieme questi sei mercati rappresentano il 52% delle vendite oltre frontiera.
Con accenti diversi si presenta l'andamento delle esportazioni in relazione ai segmenti di prezzo. Gli orologi di meno di 200 franchi hanno mostrato una diminuzione del 4,5% in termini di valore, la gamma 200-500 una progressione del 23,6%, il comparto 500-3000 segna -17,2%, mentre per la fascia oltre 3000 franchi l'incremento è del 3,7%.





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