Il "supplemento svizzero" colpisce anche le auto elettriche cinesi

Un'analisi di K-Tipp svela la differenza di prezzo, nonostante nella Confederazione IVA e dazi siano più bassi
AUTOMOBILI - Non solo le vetture europee in Svizzera costano più che nell'Ue: anche le auto elettriche cinesi sono più care che in Germania, malgrado tanto l'imposta sul valore aggiunto (IVA) quanto i dazi siano più bassi nella Confederazione. Lo sostiene un'analisi di K-Tipp, che non esita a parlare di "supplemento svizzero".
Nel numero da oggi in edicola il giornale attento agli interessi dei consumatori avanza l'esempio del Suv BYD Sealion 7. In Svizzera è disponibile a 49'990 franchi; in Germania, con lo stesso motore e la stessa batteria, costa 49'990 euro. Al cambio attuale, ciò comporta già un risparmio dell’8%: ma se si sottrae l'IVA tedesca e si aggiungono l'IVA svizzera e l'imposta elvetica sugli autoveicoli importati (4%) gli svizzeri pagano in Germania 43'449 franchi per la stessa auto: cioè 6541 franchi in meno.
La situazione è simile per la XPeng 6 RWD Standard Range: in Svizzera la vettura costa 43'600 franchi, mentre in Germania si paga lo stesso importo in euro. Convertito in franchi e al netto delle imposte, il prezzo risulta pari a 37'896 franchi, ovvero 5704 franchi in meno rispetto all'acquisto in Svizzera. In entrambi gli esempi la differenza è del 13%.
Tutto questo - sottolinea K-Tipp - avviene sebbene Berna imponga solo una tassa del 4% sui veicoli cinesi importati, mentre in Germania la situazione è assai differente: esiste il dazio sui paesi terzi del 10%, che si applica a tutte le auto importate, più una tariffa punitiva dell'Ue variabile a seconda del marchio per le vetture completamente elettriche provenienti dalla Cina, che oscilla tra il 17% per BYD, leader di mercato, e il 37,6%. I prezzi in Germania sono quindi gravati da dazi all'importazione che vanno da quasi il 30% al 50%.
"L'elevato potere d'acquisto in Svizzera consente ai produttori di applicare prezzi più alti rispetto a molti paesi dell'Ue", commenta l'esperto di mobilità Hans-Peter Kleebinder in dichiarazioni riportate dalla testata zurighese. La determinazione dei prezzi si basa spesso sulla disponibilità dei clienti a pagare e sul margine di profitto desiderato, non sui costi di produzione.
I concessionari elvetici giustificano i prezzi delle e-car cinesi con i costi aggiuntivi. Un portavoce di Emil Frey citato dal periodico fa ad esempio presenti le procedure di documentazione, gli oneri logistici e di distribuzione più elevati, come pure il numero ridotto di veicoli. BYD Svizzera osserva da parte sua che le auto prodotte in Cina devono essere adattate e autorizzate al mercato elvetico; inoltre l'azienda ricorda in generale il livello più alto dei costi in Svizzera.
K-Tipp aveva già in passato effettuato un'analisi da cui emergeva che l'acquisto diretto all'estero era conveniente, con risparmi fino al 20%. Nel numero odierno ricorda che diversi concessionari tedeschi portano anche i veicoli in Svizzera, per un importo compreso fra 1000 e 2000 franchi. Il consumatore può però anche procedere direttamente all'importazione. Maggiori informazioni sono disponibili sul sito dell'Ufficio federale delle strade (USTRA) e, a livello cantonale ticinese, sulle pagine web del Dipartimento delle istituzioni.




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