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VALLESE

Traffico di droga, una donna condannata al carcere

Un caso raro: solo circa il 10% dei casi di traffico di stupefacenti smantellati nel cantone riguardano donne.
Traffico di droga, una donna condannata al carcere
Deposit Photos
Fonte Ats
Traffico di droga, una donna condannata al carcere
Un caso raro: solo circa il 10% dei casi di traffico di stupefacenti smantellati nel cantone riguardano donne.

MONTHEY - Il Tribunale distrettuale di Monthey (VS) ha condannato una 54enne per traffico di droga. La cittadina portoghese ha ricevuto una pena detentiva da scontare, un caso raro per una donna nel canton Vallese, in una vicenda legata agli stupefacenti.

È stata condannata a tre anni di prigione, di cui due con la condizionale per un periodo di quattro anni e un anno da scontare, al netto del tempo trascorso in detenzione preventiva (poco più di 10 mesi), come pure all'espulsione dalla Svizzera per una durata di 5 anni. Secondo una statistica della polizia cantonale vallesana, solo circa il 10% dei casi di traffico di stupefacenti smantellati nel cantone riguardano donne.

Tra gennaio e dicembre 2025, la cinquantenne nata in Portogallo ha immesso sul mercato 870 grammi di cocaina che ha venduto a una ventina di consumatori traendone un profitto di 42'550 franchi.

Hashish e marijuana
Secondo l'atto d'accusa, queste vendite di droga permettevano all'imputata di finanziare il proprio consumo e altre esigenze personali. Si è così resa colpevole di un reato ai sensi della legge federale sugli stupefacenti. Per la procuratrice Emmanuelle Raboud, l'imputata sapeva "che metteva o poteva mettere in pericolo un gran numero di persone".

Durante lo stesso periodo, ossia fino al suo arresto e poi alla sua incarcerazione il 17 dicembre 2025, la donna ha inoltre smerciato tra 100 e 200 grammi di hashish e 300 grammi di marijuana per un profitto totale di 2000 franchi.

Proposta accettata
Infine, avendo consumato lei stessa sostanze vietate, la cinquantenne ha dovuto rispondere anche della violazione della legge federale sugli stupefacenti.

In occasione del suo processo, lo scorso 27 ottobre, l'imputata aveva accettato la proposta del Ministero pubblico di risolvere il caso con una procedura semplificata, rinunciando così a un eventuale ricorso.

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