Chirurgo nella bufera: dalle accuse di molestie ai sospetti sui resoconti operatori

Il medico è ora anche sotto inchiesta per presunta falsificazione di documenti riguardanti la sua partecipazione a interventi chirurgici.
LOSANNA - Umiliazioni ripetute, commenti sessisti e critiche davanti ai pazienti. Il chirurgo recentemente sospeso dal CHUV di Losanna per sospette irregolarità nei rapporti medici era già stato segnalato da numerosi colleghi per presunte molestie sul posto di lavoro.
Come riferisce Le Temps, una ventina di collaboratori aveva denunciato il comportamento del chirurgo, accusandolo di sottoporli a continue umiliazioni, osservazioni sessiste e rimproveri anche in presenza dei pazienti. Le prime segnalazioni risalgono al 2025, poco dopo l'arrivo del medico nel reparto di chirurgia plastica e ricostruttiva.
Le segnalazioni e la risposta dell'ospedale
Il dottore figurava tra le persone segnalate nel 2025, in seguito alle rivelazioni sui casi di molestie negli ospedali della Svizzera romanda.
Dalla sua creazione, questa struttura ha condotto quasi 300 colloqui in seguito a oltre 150 segnalazioni. Le verifiche hanno portato, in diversi casi, a provvedimenti disciplinari, tra cui ammonimenti e interruzioni dei rapporti di lavoro.
Nel caso del chirurgo, tuttavia, l'ospedale non aveva adottato alcuna sanzione. Interpellato da Le Temps, il CHUV ha spiegato di avere il dovere di tutelare tutti i propri collaboratori, comprese le persone oggetto di accertamenti. Ha inoltre precisato che le segnalazioni completamente anonime non possono essere trattate dalla struttura incaricata di esaminarle.
I sospetti sui rapporti operatori
Alle accuse di molestie sul lavoro si aggiunge un'altra vicenda, quella che ha portato alla recente sospensione del medico.
Il chirurgo è infatti sospettato di aver inserito il proprio nome nella documentazione relativa a interventi chirurgici ai quali non avrebbe partecipato. Una pratica che potrebbe avere conseguenze sulla fatturazione delle prestazioni alle assicurazioni private.
Sulla vicenda è pendente una denuncia penale per falsità in documenti. Contattato da Le Temps, il medico non ha voluto rilasciare dichiarazioni. Nei suoi confronti vale la presunzione d'innocenza.



