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SVIZZERA

Giovanissimi a caccia di armi in Svizzera

L’escalation di colpi spinge i commercianti a investire in sicurezza mentre cresce la frustrazione per i pochi controlli alle frontiere.
Giovanissimi a caccia di armi in Svizzera
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Fonte 24Heures
Giovanissimi a caccia di armi in Svizzera
L’escalation di colpi spinge i commercianti a investire in sicurezza mentre cresce la frustrazione per i pochi controlli alle frontiere.

LOSANNA - Non solo auto di lusso, ma anche fucili e pistole. Negli ultimi mesi, oltre ai garage dei bolidi, anche le armerie svizzere sono finite sul taccuino delle bande criminali francesi. E il modus operandi è spesso simile: giovani, anche minorenni, vengono reclutati su Snapchat e TikTok per compiere furti, sotto minaccia di ritorsioni.

Vetrine sfondate nel canton Argovia a giugno, stesso scenario a Sion il mese successivo. La successione dei colpi non è però frutto di una percezione amplificata dall'impatto mediatico, ma trova riscontro nei dati forniti dalla stessa fedpol al quotidiano 24Heures. Tra gennaio e agosto sono infatti stati registrati 29 furti con scasso nelle armerie, di cui 22 tentativi falliti.

Il Ticino non è risparmiato dai colpi
Tra questi figura anche il colpo sventato dalla Polizia cantonale lo scorso 20 giugno in un negozio d'armi a Camorino. Gli autori erano stati rintracciati e la refurtiva recuperata. Insomma, neppure il nostro cantone è risparmiato da questa nuova ondata di furti.

Ma torniamo al modus operandi, che merita particolare attenzione. I social network, come detto, fungono da vere e proprie piattaforme di reclutamento. È lì che i mandanti cercano ragazzi, per di più giovanissimi, a cui affidare i crimini. Le armi vengono poi fatte passare oltre frontiera per rifornire gli "arsenali" (perché di arsenali si tratta) delle bande criminali francesi.

L'identikit degli arrestati
Quanto accaduto a Sion lo scorso luglio è emblematico: le indagini della polizia vallesana, avviate in seguito a un furto in un'armeria, hanno portato all'arresto di sette sospettati, tutti di origine francese e di età compresa tra i 16 e i 31 anni.

Una situazione che sta esasperando i proprietari delle armerie di tutto il Paese, costretti a investire migliaia di franchi in nuovi sistemi di sicurezza. «Dobbiamo stare in guardia. I criminali imparano velocemente dai loro errori e riescono a migliorare le loro tecniche a ogni colpo per individuare meglio le armerie da svaligiare», spiega a 24Heures Frank Radoux, titolare dell’Armurerie Nouvelle Lausannoise di Renens (VD).

Oltre 200mila franchi di danni
Il suo negozio, infatti, pare interessare in modo particolare le bande francesi. Dopo il furto dell'ottobre 2025, la Polizia ha sventato un secondo colpo qualche mese più tardi. «I danni sono difficili da sostenere, si parla di circa 200mila franchi. Il portone d'ingresso è stato infatti sfondato da un ariete che è finito in seguito contro il muro. Abbiamo dovuto ricostruire tutto il negozio prima che l'assicurazione ci rimborsasse».

Malgrado le difficoltà, però, Radoux non ha alcuna intenzione di gettare la spugna. «Significherebbe cedere alle pressioni dei criminali e non ho nessuna intenzione di farlo. La Polizia e le autorità devono però adattarsi a questo nuovo fenomeno ed elaborare una strategia per proteggerci. E da parte nostra, ogni armeria deve migliorare i suoi sistemi di sicurezza».

Troppo lassismo?
Una fiducia che non è però condivisa da tutti. «È sempre più facile compiere furti con scasso in Svizzera», spiega Jean-Robert Consolini, dell’Armurerie Lagardère di Le Mont-sur-Lausanne. «Senza controlli alle frontiere queste bande sanno che non rischiano quasi niente. Sono arrabbiato perché c'è troppo lassismo».

La polizia cantonale vodese conferma che «la grande maggioranza degli autori identificati o fermati è domiciliata in Francia». Secondo il primo tenente David Guisolan, capo della sezione comunicazione e relazioni pubbliche, nel 2026 si conferma un modello criminale in cui «i mandanti rimangono a distanza e affidano l’esecuzione dei reati a soggetti giovani, intercambiabili e reclutati online». Un sistema che, aggiunge, lascia presagire più azioni e tentativi, esecutori poco esperti e «una violenza più imprevedibile e talvolta eccessiva», oltre a una maggiore propensione al rischio.

Le consulenze della Polizia
L’Armurerie Lagardère, presente nei cantoni di Vaud e Neuchâtel, dispone di un assortimento di oltre 10’000 armi.

Guisolan ricorda inoltre che la polizia cantonale offre ai commercianti consulenze in materia di prevenzione. «In questo ambito sono state formulate raccomandazioni, in particolare per proteggersi dagli attacchi con auto-ariete», spiega. Indicazioni che, precisa, le armerie interessate hanno messo in pratica «nella misura delle loro possibilità».

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