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Poliziotto, ginocchiata e due costole rotte: il caso finisce a processo

Un agente è stato processato dopo un fermo in cui un uomo riportò due costole fratturate. In aula, un esperto ha spiegato quando questa tecnica può essere utilizzata.
Poliziotto, ginocchiata e due costole rotte: il caso finisce a processo
Deposit (foto emblematica)
Fonte 24Heures
Poliziotto, ginocchiata e due costole rotte: il caso finisce a processo
Un agente è stato processato dopo un fermo in cui un uomo riportò due costole fratturate. In aula, un esperto ha spiegato quando questa tecnica può essere utilizzata.

LOSANNA - Sì, una ginocchiata può rientrare nelle tecniche utilizzate dalla polizia per immobilizzare una persona che oppone resistenza, anche quando si trova già a terra. È quanto emerso durante il processo a un agente di Losanna, assolto dalle accuse di lesioni personali semplici e abuso di autorità.

Come ha ricostruito giovedì il portale 24Heures, il procedimento riguardava il fermo, avvenuto nel 2022, di un uomo in fuga. Secondo l'accusa, il poliziotto gli avrebbe sferrato un colpo di ginocchio provocandogli la frattura di due costole e uno pneumotorace. L'agente è stato prosciolto da tutte le accuse, ma l'avvocato del denunciante ha deciso di impugnare la sentenza.

Lesperto: «Tecnica a disposizione degli agenti»
Durante l'udienza ha testimoniato un poliziotto che ha partecipato alla revisione del manuale di sicurezza personale delle forze dell'ordine. L'esperto ha spiegato che il colpo di ginocchio figura fra le tecniche a disposizione degli agenti per controllare una persona recalcitrante e riuscire ad ammanettarla.

Essere a terra, ha precisato, non significa necessariamente essere sotto controllo: una persona può continuare a opporre una forte resistenza. Interrogato dal procuratore sulla possibilità di colpire un individuo a terra, non ancora ammanettato e recalcitrante ma che non cerca di colpire gli agenti, l'esperto ha risposto che «il colpo di ginocchio può essere dato se necessario».

Diverso il caso di una persona già ammanettata. Secondo il testimone, in linea generale il colpo di ginocchio non sarebbe giustificato, anche se potrebbero presentarsi circostanze eccezionali, da valutare in base alla situazione e alla pericolosità della persona.

«Colpire alla massima velocità e alla massima potenza»
L'esperto si è infine soffermato anche sull'intensità del colpo. Di fronte a una persona che oppone resistenza, ha spiegato, «si raccomanda di colpire alla massima velocità e alla massima potenza». Ha inoltre ricordato che la tecnica può provocare lesioni, comprese fratture alle costole.

Secondo il quotidiano in lingua francese, il manuale di sicurezza personale 2026 dell'Istituto svizzero di polizia è armonizzato a livello nazionale e raccoglie metodi di base «collaudati sul campo». L'obiettivo? Insegnare agli agenti l'impiego e la combinazione dei principali mezzi e delle tecniche di coercizione - dalle mani nude, al bastone, dallo spray alle manette - nel rispetto del principio di proporzionalità.

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