Cerca e trova immobili
BASILEA CAMPAGNA

Assolta un'ex funzionaria dell'ufficio immigrazione

La corte ha stabilito che le presunte irregolarità rientrano nell'ambito amministrativo e non costituiscono reato secondo la legge penale.
Assolta un'ex funzionaria dell'ufficio immigrazione
Deposit Photos
Fonte Ats
Assolta un'ex funzionaria dell'ufficio immigrazione
La corte ha stabilito che le presunte irregolarità rientrano nell'ambito amministrativo e non costituiscono reato secondo la legge penale.

MUTTENZ - Il Tribunale penale di Basilea Campagna ha assolto un'ex collaboratrice dell'Ufficio immigrazione dalle accuse di coazione, abuso di autorità, discriminazione razziale e violazione del segreto d'ufficio. Secondo la corte i fatti a lei addebitati sarebbero rilevanti dal punto di vista amministrativo, ma non penale.

La 49enne era accusata di aver ripetutamente fatto leva sulla propria posizione per intimidire richiedenti, titolari di permessi di soggiorno e persone appena giunte in Svizzera.

In particolare avrebbe sostenuto - contrariamente alla normativa vigente e consapevole delle proprie attività - che una richiesta di riduzioni dei premi dell'assicurazione malattia (RIPAM) potesse comportare provvedimenti in materia di diritto degli stranieri, fino alla revoca del permesso di soggiorno.

La donna, alla guida del suo reparto, avrebbe inoltre inviato ai nuovi arrivati lettere nelle quali chiedeva la firma di una dichiarazione di rinuncia a determinate prestazioni, minacciando in caso contrario conseguenze negative per il loro statuto di soggiorno.

L'atto d'accusa contestava inoltre all'ex responsabile di aver ritardato sistematicamente, senza base legale, il rinnovo di permessi di soggiorno. Le persone coinvolte sarebbero così state costrette a richiedere visti di reingresso per i viaggi all'estero e a versare tasse urgenti che non avrebbero dovuto versare.

Il giudice ha ammesso che, sotto la direzione dell'imputata, all'interno dell'ente non tutto procedeva secondo le regole. Le violazioni commesse rientrano però nel diritto amministrativo e non penale. Egli ha però criticato l'atto d'accusa definendolo troppo impreciso, in quanto non menziona vittime né casi concreti. Sulla base di ciò non possiamo emettere una sentenza, ha affermato il giudice.

Entra nel canale WhatsApp di Ticinonline.
Iscriviti alla newsletter giornaliera di Tio per ricevere le notizie più importanti direttamente nella tua casella di posta.
Naviga su tio.ch senza pubblicità Prova TioABO per 7 giorni.

Sappiamo quanto sia importante condividere le vostre opinioni. Tuttavia, per questo articolo abbiamo scelto di mantenere chiusa la sezione commenti.

Su alcuni temi riceviamo purtroppo con frequenza messaggi contenenti insulti e incitamento all'odio e, nonostante i nostri sforzi, non riusciamo a garantire un dialogo costruttivo. Per le stesse ragioni, disattiviamo i commenti anche negli articoli dedicati a decessi, crimini, processi e incidenti.

Il confronto con i nostri lettori rimane per noi fondamentale: è una parte centrale della nostra piattaforma. Per questo ci impegniamo a mantenere aperta la discussione ogni volta che è possibile.

Dipende anche da voi: con interventi rispettosi, costruttivi e cortesi, potete contribuire a mantenere un dialogo aperto, civile e utile per tutti. Non vediamo l'ora di ritrovarvi nella prossima sezione commenti!
NOTIZIE PIÙ LETTE