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SVIZZERA

Gli hacker prendono di mira il sangue dei donatori: come si prepara la Svizzera?

Manipolano da remoto celle frigorifere dove viene conservato il plasma sanguigno. In Svizzera finora non sono stati registrati attacchi. Tuttavia, le vulnerabilità sfruttate potrebbero esistere anche nel nostro Paese.
Gli hacker prendono di mira il sangue dei donatori: come si prepara la Svizzera?
IMAGO/Avalon.red
Gli hacker prendono di mira il sangue dei donatori: come si prepara la Svizzera?
Manipolano da remoto celle frigorifere dove viene conservato il plasma sanguigno. In Svizzera finora non sono stati registrati attacchi. Tuttavia, le vulnerabilità sfruttate potrebbero esistere anche nel nostro Paese.

ZURIGO - Trasformano i frigoriferi europei in forni e fanno deviare voli con minacce di bombe a bordo. Chi ci sia dietro questi episodi e per quali motivi tutto ciò stia accadendo resta ancora poco chiaro.

Dopo gli attacchi ai supermercati di diversi Paesi a metà ottobre, all'inizio di novembre è stata presa di mira anche un'azienda francese che conserva sangue di donatori per il servizio nazionale di donazione del sangue. L'attacco è stato individuato e respinto tempestivamente, ma l'episodio solleva interrogativi sulla capacità delle aziende e delle organizzazioni sanitarie svizzere di difendersi da simili episodi di hacking.

La situazione in Svizzera
Contattato da 20 Minuten Trasfusione CRS Svizzera, il servizio trasfusionale della Croce Rossa Svizzera, riferisce di non essere a conoscenza di attacchi ai servizi di donazione del sangue nel nostro Paese. «Le attuali autorizzazioni e verifiche dei servizi di donazione del sangue includono già lo scenario di una modifica volontaria o involontaria delle temperature nei sistemi di stoccaggio», scrive la responsabile della comunicazione Franziska Kellenberger. L'infrastruttura di sicurezza viene inoltre costantemente aggiornata per far fronte alle nuove minacce.

Negli attacchi ai supermercati francesi, tuttavia, gli aggressori sarebbero riusciti anche a disattivare i sistemi di allarme o a ritardarne l'attivazione, come riportano "Le Temps" e l'azienda di cybersicurezza Orange Cyberdefense.

Come funziona in Svizzera?
In Svizzera, Swissmedic si occupa della vigilanza sulle aziende che producono e distribuiscono sangue, mentre i depositi che si limitano alla conservazione sono ispezionati dalle autorità cantonali di controllo dei medicamenti. «Finora non ci risultano attacchi», afferma Monika Niederhäuser Näpfer, ispettrice presso il controllo cantonale dei medicamenti di Zurigo.

In generale, i sistemi di refrigerazione non possono essere controllati a distanza. «Non ho ancora visto un frigorifero in un deposito di sangue che si possa controllare tramite un sistema online», spiega Niederhäuser Näpfer. Le temperature sono inoltre sorvegliate da più sistemi indipendenti. Oltre all'indicatore integrato nel frigorifero, di norma è presente un sensore collegato al sistema di gestione dell'edificio. In alcuni casi, un terzo dispositivo effettua un ulteriore controllo.

Per alterare le misurazioni, gli hacker dovrebbero quindi riuscire a violare almeno uno di questi sistemi. Anche in quel caso, però, dovrebbe comunque attivarsi l'allarme di temperatura non collegato alla rete. «Manipolare entrambi è quasi impossibile. L'allarme, in un modo o nell'altro, dovrebbe scattare», afferma Niederhäuser Näpfer.

Le autorità di controllo dei medicamenti effettuano ispezioni regolari per verificare come vengono trasmessi e registrati i dati e attraverso quali canali scattano gli allarmi. I controlli si basano sulla linea guida «Ispezioni dei depositi di sangue», adottata da Swissmedic nel 2020.

Per questo tipo di attacchi è inoltre previsto un obbligo di segnalazione, come precisa l'Ufficio federale per la cybersicurezza. Se un servizio di donazione del sangue è costretto ad attivare un piano di emergenza a causa di un attacco informatico, oppure se vengono manipolati i dati delle misurazioni, l'episodio deve essere segnalato entro 24 ore. L'obbligo vale anche quando l'attacco sfrutta un accesso di telemanutenzione messo a disposizione dal produttore dei sistemi di refrigerazione. Finora non sono pervenute segnalazioni di questo tipo.

Autori e motivazioni ancora sconosciuti
Dal 2 novembre non sono stati registrati nuovi attacchi ai sistemi di refrigerazione in Europa, ma resta ancora da chiarire chi si nasconda dietro questi episodi. Finora non sono state avanzate richieste di riscatto né ai supermercati né al servizio di donazione del sangue. Anche le motivazioni degli attacchi rimangono quindi sconosciute.

Esperti di sicurezza come Peter Neumann sospettano che dietro gli attacchi possano esserci soprattutto soggeti legati a un particolare Stato. L'obiettivo, secondo questa ipotesi, sarebbe indebolire e destabilizzare l'Europa. Neumann ritiene che in questa strategia possa rientrare anche la serie di minacce di bomba che ha recentemente interessato diversi voli europei.

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