Ritardi e pianificazione inadeguata: critiche contro Armasuisse Immobili

A muoverle è il Controllo federale delle finanze
BERNA - A fronte delle nuove esigenze di potenziamento dell'esercito svizzero, la gestione delle infrastrutture militari presenta alcune criticità. Nel suo ultimo rapporto, il Controllo federale delle finanze (CDF) punta il dito contro Armasuisse Immobili, denunciando ritardi negli interventi di risanamento e una pianificazione strategica inadeguata.
Caserme, aerodromi, piazze d'armi o centri logistici: per assolvere i propri compiti, le forze armate si appoggiano su un'infrastruttura imponente. A fine 2025, il portafoglio gestito da Armasuisse Immobili contava circa 21'600 oggetti, tra cui 6'070 edifici, ricorda il CDF in un rapporto pubblicato oggi.
Il valore a nuovo è stimato a 28,4 miliardi di franchi. Mentre in precedenza si puntava a ridurre il parco base a 20 miliardi, il deterioramento del quadro geopolitico ha innescato un'inversione di rotta nel 2022: il Consiglio immobiliare del DDPS punta ormai a un tetto massimo di 30 miliardi.
Questo cambio di rotta mette sotto pressione gli organi di gestione. L'ampliamento del portafoglio di base potrebbe richiedere fino a 6 miliardi di franchi. Armasuisse Immobili non è però in grado di quantificare le reali esigenze della truppa né di stimare con precisione l'investimento necessario, sottolinea il CDF. I documenti programmatici dell'Aggruppamento Difesa, in particolare il futuro "prospettive 2040", non arriveranno prima della fine dell'anno.
Petra Kobler, responsabile operativa del settore di competenza Armasuisse Immobili, ha ammesso che il ritardo non potrà essere colmato a breve termine e che occorrerà stabilire delle priorità.
Agli occhi del CDF, la revisione prevista - in parte già avviata - della gestione del portafoglio va letta positivamente; gli errori già individuati sono stati corretti. Finora, infatti, i fabbisogni degli utenti venivano spesso decisi a breve termine e su scala locale dai singoli responsabili dei siti.
Inoltre, lamenta ancora l'organo di controllo federale, i ritardi nella manutenzione si accumulano a ritmi preoccupanti. Se si era prefissato un tetto massimo del 25% per i costi di risanamento rispetto al valore del parco, a fine 2025 il rapporto è salito oltre il 34% (pari a 7,3 miliardi di franchi).
Il fabbisogno arretrato di manutenzione oscilla così tra i 2 e i 3 miliardi di franchi. Secondo le proiezioni interne, senza un raddoppio degli investimenti questa "ondata di arretrati" toccherà il 40% entro il 2030, rendendo critica la gestione di numerosi stabili.
Il quadro tracciato dall'audit è altrettanto severo sul fronte dell'organizzazione interna. Il CDF ha rilevato che gli strumenti di controllo di gestione di Armasuisse Immobili poggiano su file Excel pieni di contraddizioni e errori metodologici. Una formula errata ha persino fatto sparire dai bilanci recenti quasi 250 milioni di franchi di spese di manutenzione.
Sul piano strategico, i vertici decisionali risultano assenti. Il Consiglio immobiliare del DDPS, che riunisce i quadri più alti, ha cancellato le ultime due sedute ordinarie a cavallo tra la fine dell'anno scorso e l'inizio di quest'anno, bloccando qualsiasi arbitrato di peso.
Questo vuoto alimenta divergenze tra l'Aggruppamento Difesa e Armasuisse: i militari chiedono con insistenza di aggirare determinati vincoli ambientali o legali per risparmiare risorse a favore degli armamenti; una prassi che la gestione civile non può avallare senza una precisa copertura giuridica dai vertici.
In seno a Armasuisse e al DDPS sono in corso interventi strutturali per migliorare la conduzione e la gestione dei progetti. Uno degli obiettivi è armonizzare i progetti immobiliari e quelli d'armamento tramite un pilotaggio comune, come ha dichiarato ai media Robert Scheidegger, segretario generale supplente del DDPS:
«Dobbiamo conoscere con chiarezza le interdipendenze: ad esempio, il fatto che un nuovo sistema d'arma esiga un hangar di ricovero dedicato». Secondo Petra Kobler, il parco immobiliare va orientato sistematicamente alla capacità di difesa, anteponendo le esigenze di sicurezza a quelle urbanistiche.
Il CDF ha formulato quattro raccomandazioni, sollecitando decisioni di principio tempestive sulla governance, un risanamento immediato dei dati contabili e l'obbligo di adottare standard costruttivi modulari.
Il DDPS, Armasuisse e il comando dell'esercito hanno accettato le conclusioni del rapporto, precisando di aver già risolto parte delle criticità di coordinamento la scorsa primavera e di aver avviato l'aggiornamento delle procedure.



