Voli, da febbraio primi scambi dati passeggeri

L'Unità d’informazione sui passeggeri diventerà pienamente operativa solo gradualmente, con un ampliamento del personale previsto nei prossimi anni.
BERNA - Grazie all'entrata in vigore, decisa oggi dal Consiglio federale, della legge sui dati dei passeggeri aerei da inizio novembre, le autorità potranno, a partire dal febbraio prossimo, utilizzare questi dati allo scopo di lottare contro il terrorismo e altre gravi forme di criminalità.
Così facendo, la Svizzera segue l'esempio di altri Stati che da tempo utilizzano un set di dati dei passeggeri aerei, conosciuto a livello internazionale come "Passenger Name Record" (PNR), spiega un nota governativa odierna.
In seguito all’entrata in vigore della legge, approvata dal parlamento, e di diverse ordinanze modificate, da febbraio 2027 l’Unità d’informazione sui passeggeri (UIP), collocata in seno all’Ufficio federale di polizia (fedpol), potrà cominciare a lavorare in maniera graduale con 8 collaboratori (molto dipenderà infatti dagli orari di esercizio, dal numero di rotte aeree prese in considerazione nonché dal volume di dati da trattare) che poi aumenteranno a 14 a partire dal 2028, il tutto finanziato a parti uguali da Confederazione e Cantoni. La piena operatività, specifica il governo, richiederebbe un organico di 30 posti a tempo pieno; un ulteriore incremento in tal senso del personale è previsto a partire dal 2030.
Oltre alla legge, la relativa ordinanza (entrata in vigore sempre a inizio novembre) indica in quale forma e in quale momento i dati dei passeggeri aerei devono essere trasmessi all’UIP. Stabilisce inoltre che fedpol deve tenere un elenco di tutti gli Stati e delle rispettive autorità cui le imprese di trasporto aereo con sede in Svizzera possono comunicare i dati dei passeggeri aerei.
La nuova legge
In base a dati risalenti al 2025, la legge in questione è uno strumento in funzione in una settantina di paesi, tra cui tutti gli Stati membri dell'Unione europea, gli Stati Uniti e anche il Canada. Gli Stati Uniti hanno iniziato a utilizzare questi dati in seguito agli attacchi terroristici dell'11 settembre 2001, l'Unione europea a seguito degli attentati a Parigi nel 2015 e a Bruxelles nel 2016.
I dati in questione, secondo quanto affermato durante i dibattiti parlamentari, riportano sostanzialmente le informazioni fornite dai passeggeri alle compagnie di volo o alle agenzie di viaggio al momento della prenotazione, ovvero cognome, nome, indirizzo, numero di telefono, itinerario e numero di carta di credito.
La normativa regola la comunicazione di queste informazioni alle autorità da parte delle compagnie aeree svizzere ed estere come pure il trattamento dei dati ai fini di garantire la sicurezza.
Secondo il governo, in assenza di un proprio sistema PNR, la Svizzera rischierebbe di rappresentare una falla per la sicurezza in Europa. Le persone che transitano in aereo per perseguire scopi criminali potrebbero infatti raggiungere con un volo la Confederazione per poi proseguire il proprio viaggio all'interno dello spazio Schengen per via terrestre.
Ma non si tratta solo di sicurezza: tale scambio di dati ha anche un risvolto economico. Poiché sempre più paesi esigono la comunicazione di dati PNR, le compagnie aeree svizzere rischierebbero di venir penalizzate, anche economicamente. La Confederazione potrebbe pertanto perdere, a medio e lungo termine, parzialmente o integralmente i suoi collegamenti aerei internazionali.
L’ODPA stabilisce, tra l’altro, le modalità e le tempistiche con cui i dati dei passeggeri aerei dovranno essere trasmessi all’UIP. Prevede inoltre che fedpol tenga un elenco degli Stati e delle rispettive autorità ai quali le imprese di trasporto aereo con sede in Svizzera possono comunicare questi dati.



