«Occorre chiedere la riduzione dell'affitto»

Nel 2025 il tasso di riferimento è diminuito due volte. Tuttavia la maggioranza dei locatari non ha ancora ottenuto la riduzione. L'ASI ricorda: «L'adeguamento automatico funziona a senso unico»
BERNA - Malgrado il tasso ipotecario di riferimento sia sceso due volte nel 2025 la maggior parte delle persone in affitto non ha ancora ottenuto una riduzione del canone: lo afferma l'Associazione svizzera inquilini (ASI), che mette a disposizione un calcolatore online per far valere i propri diritti.
Oggi il tasso che serve a calcolare le pigioni è rimasto stabile all'1,25%, ricorda l'ASI in un comunicato odierno. Una buona notizia per i locatari? Solo in parte, perché il meccanismo di adeguamento funziona spesso a senso unico: i proprietari aumentano l'affitto quando il tasso sale, ma quasi nessuno lo riduce quando scende.
Il tasso di riferimento viene ricalcolato ogni trimestre sulla media dei tassi ipotecari praticati dalle banche. Nel 2023 esso era salito dall'1,25% all'1,75%, portando a rincari per molte famiglie. Poi, nel marzo 2025 è sceso all'1,5% e infine all'1,25% lo scorso settembre.
Ogni variazione di un quarto di punto percentuale del tasso dà generalmente diritto a una riduzione della pigione di circa il 3%, ricorda l'ASI. Eppure, finora solo una minoranza di inquilini ha potuto beneficiare dello sconto: stando ai dati della Banca cantonale di Zurigo (ZKB) nell'aprile di quest'anno soltanto il 12% dei conduttori aveva formalmente richiesto il secondo abbassamento.
Di fronte a questa inerzia, l'ASI invita i locatori a trasferire in modo proattivo le riduzioni dei tassi, senza compensarle con aumenti forfettari delle spese accessorie. Ma nella pratica, sostiene l'associazione, spesso gli inquilini non hanno altra scelta che attivarsi personalmente. Per questo è stato messo a punto un calcolatore dell'affitto, disponibile sul sito www.asi-infoalloggio.ch, che permette in pochi clic di verificare se si ha diritto a un ribasso e di quantificarlo. L'ASI ha inoltre pubblicato una sezione con domande e risposte; invita inoltre chi ha dubbi a contattare le proprie sezioni regionali. La raccomandazione è chiara: non aspettare che il proprietario si faccia avanti, ma controllare subito il proprio contratto ed eventualmente chiedere attivamente la riduzione della pigione.



