Monopattini elettrici, aumentano gli incidenti tra i giovani: «La politica chiude gli occhi?»

I dati mostrano un'impennata dei casi, la mancanza di regole efficaci preoccupa esperti e autorità.
I dati mostrano un'impennata dei casi, la mancanza di regole efficaci preoccupa esperti e autorità.
ZURIGO - Il numero di minorenni feriti in incidenti con i monopattini elettrici continua ad aumentare. Ma in Parlamento le proposte per introdurre regole più severe faticano a trovare consenso. Secondo i dati dell’Ufficio federale delle strade (USTRA), tra il 2019 e il 2025 gli incidenti con questi mezzi sono passati da 91 a 790 casi. Tra gli under 18 l’aumento è stato ancora più marcato: da 4 a 131 feriti, ovvero 32 volte in più.
Secondo l’Ufficio prevenzione infortuni (UPI), gli adolescenti sono particolarmente esposti perché hanno meno esperienza nel traffico e tendono ad assumere più rischi. «I giovani spesso non rispettano ancora con costanza le regole di comportamento», spiega Judith Hebekeuser, portavoce dell’UPI al Tages-Anzeiger.
Le statistiche mostrano che oltre il 70% dei minorenni coinvolti in incidenti si ferisce in una collisione, nella maggior parte dei casi con un’automobile. Tra le cause più frequenti figurano il mancato rispetto della precedenza, la disattenzione e il comportamento del conducente. A preoccupare sono inoltre sono le violazioni delle regole: molti giovani guidano in due sullo stesso mezzo oppure modificano i monopattini per raggiungere velocità molto superiori ai limiti consentiti.
Il fenomeno si riflette anche nelle statistiche sulla criminalità giovanile: tra il 2020 e il 2025 i reati stradali commessi da minorenni sono aumentati del 77%, passando da 3.375 a 6.698 casi. La procura dei minorenni di Zurigo collega una parte della crescita alla diffusione dei cosiddetti veicoli elettrici di nuova tendenza, tra cui monopattini, e-scooter ed e-roller.
Un problema sottovalutato?
Il consigliere nazionale argoviese dei Verdi liberali Matthias Jauslin accusa la politica di sottovalutare il problema: «A volte mi chiedo se i miei colleghi non passino troppo tempo nelle sedute parlamentari invece di guardare cosa succede realmente sulle nostre strade».
Jauslin aveva chiesto di classificare gli e-roller come «ciclomotori veloci», introducendo casco, targa e patente obbligatori. La proposta è stata però respinta dal Consiglio federale e dal Parlamento, soprattutto per le difficoltà legate ai controlli. Resta invece aperta la discussione sull’obbligo del casco e su norme più severe contro il tuning dei mezzi.
Attualmente il casco viene usato raramente: secondo l’UPI solo il 6% dei conducenti coinvolti in incidenti lo indossa, percentuale che scende al 3% tra i minorenni. L’organizzazione stima che il 70% delle gravi lesioni alla testa potrebbe essere evitato con un casco.
«Più regole non risolvono la situazione»
Anche il consigliere nazionale UDC Christian Imark si dice favorevole all’idea, ma mette in guardia: «Se oggi i giovani violano già le regole esistenti, probabilmente non ha molto senso pensare di risolvere il problema introducendone di nuove».
Il fenomeno non riguarda però soltanto gli adolescenti. I monopattini elettrici sono ormai diventati parte della mobilità quotidiana anche degli adulti, soprattutto negli spostamenti casa-lavoro. «L’immagine del monopattino elettrico come mezzo destinato al tempo libero o ai giovani corrisponde sempre meno alla realtà», afferma Tim Schäfer, portavoce dell’operatore di sharing Voi.
Nel frattempo, a Zurigo, la città dove questi mezzi sono più diffusi, circolano attualmente circa 7.350 monopattini di operatori come Bolt, Voi e Lime. Per limitare il numero di veicoli presenti nello spazio pubblico, il Comune intende dimezzarne la quantità.




