Crisi abitativa, le soluzioni di cinque comuni grigionesi

Dai vincoli sulle seconde case a nuovi fondi e fondazioni, i comuni adottano strategie diverse per garantire alloggi ai residenti.
COIRA - Molte regioni dei Grigioni sono confrontate con una carenza di alloggi. A livello cantonale il tasso di abitazioni vuote è allo 0,6%. Keystone-ATS ha raccolto cinque esempi di come i comuni vogliono combattere la crisi abitativa, anche a spese dei proprietari di case secondarie.
Secondo il barometro immobiliare della Banca Cantonale Grigione (BCG) aggiornato questa primavera, la situazione abitativa è chiara: «Il tasso molto basso di sfitti dimostra che nei Grigioni gli spazi abitativi restano un bene scarso. È difficile prevedere un allentamento a breve termine, poiché i nuovi progetti sono frenati dalla mancanza di terreni edificabili, dagli elevati costi di costruzione e dalle direttive in materia di pianificazione territoriale», ha affermato Jon Fadri Pitsch, membro della Direzione generale e responsabile mercati presso la BCG in un comunicato stampa lo scorso giugno.
Diversi Comuni stanno reagendo alla carenza di alloggi con misure specifiche. L'ultimo esempio è il comune di Davos. Giovedì scorso, il Municipio ha approvato la revisione parziale della legge comunale sulle case secondarie. Con le modifiche, il Comune intende rendere più difficile la trasformazione di abitazioni in seconde residenze. Tra le cause del bassissimo tasso di sfitto, infatti, rientra il fatto che le abitazioni utilizzate dai residenti locali vengono demolite e, dopo la ricostruzione, vendute come case di vacanza. In questo modo, ogni anno si perdono oltre 50 abitazioni primarie.
Clausola di salvaguardia per risolvere il problema
La modifica di legge a Davos è nata come compromesso all'iniziativa per residenze primarie, inoltrata l'autunno scorso. Il Municipio propone di creare una clausola di salvaguardia per gli edifici con almeno quattro appartamenti. In caso di interventi edilizi importanti, la metà della superficie abitativa deve rimanere come abitazione primaria. Chi paga una tassa sostitutiva può trasformare un ulteriore 25% della superficie in residenza secondaria. I fondi raccolti con questa tassa verranno utilizzati per promuovere l'edilizia di abitazioni primarie a prezzi accessibili. La legge sarà presentata al Parlamento di Davos il 20 agosto e dovrà poi essere approvata dal popolo.
Anche il Comune confinante di Klosters sta esaminando la questione più da vicino. Quest'anno ha intensificato i controlli sulle abitazioni primarie. «L'obiettivo è garantire che queste abitazioni rimangano a disposizione della popolazione locale e non vengano utilizzate illegalmente come seconde case», ha affermato il Comune. Infatti, secondo quanto comunicato da Klosters nel marzo scorso, «le ispezioni effettuate in edifici con più appartamenti hanno rivelato che fino al 40% delle abitazioni primarie presentavano irregolarità».
Le abitazioni utilizzate illegalmente possono essere sigillate o affittate forzatamente. In questi casi, il Comune presenta anche una denuncia penale. «Si sta cercando di risolvere il problema della riqualificazione legale di abitazioni costruite prima del 2012 in seconde case, al fine di limitare la perdita di abitazioni a prezzi accessibili», continuava la nota.
Un nuovo fondo per abitazioni primarie a Pontresina
Alcune settimane fa l'assemblea comunale di Pontresina ha approvato la creazione di un nuovo fondo per abitazioni a prezzi accessibili. Con 56 voti favorevoli e 18 contrari è stato deciso di utilizzare una parte delle imposte sugli utili da sostanza immobiliare e quella sul trasferimento della proprietà immobiliare per creare alloggi a prezzi accessibili.
A Coira gli elettori saranno chiamati alle urne a novembre per votare sull'iniziativa popolare «Per alloggi a prezzi accessibili». L'iniziativa, promossa dal PS di Coira e dall'Associazione degli inquilini del Cantone dei Grigioni, nonché da un gruppo di interesse e da cooperative di edilizia abitativa, chiede alla città di impegnarsi per alloggi a prezzi accessibili. Il Municipio dovrebbe creare entro due anni le condizioni necessarie affinché un terzo delle nuove superfici abitative costruite ogni anno possa essere affittata a prezzi di costo. In altre parole, i locatari pagheranno solo i costi effettivi. Secondo i promotori dell'iniziativa, non sono state formulate disposizioni concrete per l'attuazione delle proposte, in modo da lasciare alla città un certo margine di manovra.
I partiti borghesi hanno presentato un controprogetto. L'UDC, il Centro e il PLR propongono che l'obbligo di costruire un terzo degli alloggi a prezzi accessibili si applichi esclusivamente ai terreni di proprietà comunale. Per i privati, l'iniziativa non dovrebbe essere applicata, si dovrebbe invece incentivare la costruzione di nuovi alloggi.
Situazione precaria a Vaz/Obervaz
A fine maggio il comune di Vaz/Obervaz, di cui fa parte la località turistica di Lenzerheide, ha rilevato che la domanda di abitazioni per i residenti supera l'offerta. Particolarmente colpite sono le famiglie, i giovani adulti, i lavoratori e gli anziani. Per contrastare questa tendenza, il Comune politico e il Comune patriziale intendono creare una fondazione per promuovere le abitazioni primarie.
Tra le misure previste vi è l'utilizzo di parcelle di proprietà del Comune politico e di quello patriziale. Le abitazioni che verranno costruite su questi terreni saranno destinate ai residenti e alle famiglie. Secondo la proposta, non si intende massimizzare i profitti. I canoni di affitto dovrebbero rimanere sostenibili a lungo termine e coprire i costi. Il 14 giugno, la popolazione ha approvato la creazione della fondazione con quasi il 78% di voti a favore.



