In migliaia rinunciano ai soldi a causa della burocrazia. Una app viene in soccorso

Richiedere le prestazioni complementari è impegnativo, soprattutto per i familiari che prestano assistenza. "We+" punta a essere una risposta al problema
ZURIGO - Sempre più persone in Svizzera si occupano personalmente dei loro familiari bisognosi di cure. Questo comporta – oltre all’assistenza, alla cucina o alla gestione della casa – spesso anche una grande mole di scartoffie.
Spesso le persone bisognose di cure, oltre alla rendita AVS e all’indennità per grandi invalidi, hanno anche diritto alle prestazioni complementari. Ne possono beneficiare in parte anche i familiari che prestano assistenza: ad esempio, possono farsi rimborsare tramite le prestazioni complementari della persona bisognosa di cure i costi per la perdita di salario dovuta a una riduzione del grado di occupazione.
Le prestazioni complementari devono essere richieste ma, poiché l’onere amministrativo è molto elevato, molti rinunciano al sostegno finanziario. Una nuova app svizzera vuole ora porre rimedio a questa situazione.
Niente più visite agli uffici
Con "We+" i familiari che prestano assistenza dovrebbero poter verificare in modo più semplice quali prestazioni finanziarie – dai supplementi alla copertura dei costi fino ai risparmi fiscali – si adattano alla situazione individuale.
Dietro l’app c’è Patrick Hofer. È fondatore e presidente dell’associazione "We Technology" ed ex membro del comitato direttivo di Swiss Carers, l’associazione di rappresentanza degli interessi dei familiari curanti. «I familiari che prestano assistenza fanno moltissimo – e rinunciano comunque a soldi che spetterebbero loro, perché il sistema è troppo complicato», afferma Hofer.
I moduli necessari vengono poi compilati direttamente dal software, evitando così di doversi recare presso diversi uffici. Per i rimborsi o le prestazioni di sollievo, l’app dispone di una funzione di rendicontazione, e le ricevute possono essere scansionate direttamente con il cellulare.
I dati privati memorizzati nell’app – come ad esempio documenti medici, informazioni finanziarie o documentazione sull’assistenza – rimangono direttamente sullo smartphone. Server centrali non avrebbero accesso a tali dati, promette lo sviluppatore.
Quanto aumenteranno i costi per la Confederazione?
Quante persone effettivamente non percepiscono le prestazioni complementari pur avendone diritto, oggi nessuno lo sa – le stime variano dal 6 al 33%. Anche negli studi viene citato il «processo di iscrizione impegnativo» come una delle ragioni per cui le prestazioni non vengono richieste.
La Confederazione dovrà ora mettere mano al portafoglio, perché grazie all’app più persone richiederanno le prestazioni complementari? Su questo non si possono fare stime, afferma l’Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS) su richiesta. Infatti: in primo luogo non si sa quante persone siano effettivamente interessate – e in secondo luogo non si sa quante prestazioni complementari queste persone richiederebbero se presentassero domanda.
In linea di principio, tuttavia, la Confederazione accoglie con favore le misure volte a semplificare l’accesso alle prestazioni sociali, a informare meglio i potenziali aventi diritto e ad aiutarli nei passaggi amministrativi, afferma la portavoce dell’UFAS.
Anche lei conferma che la domanda «è una procedura complessa» – perché occorre presentare numerosi documenti, dalle decisioni AVS ai contratti di locazione fino ai documenti della cassa malati, alle ricevute della casa di cura o alle prove del patrimonio. «Se un’app può offrire supporto in questo e informare gli assicurati sui loro diritti, è una buona cosa», conclude la portavoce dell’UFAS.
Solo per utenti iPhone della Svizzera tedesca, per ora
L’app "We+" è da subito disponibile nell’App Store – per ora però solo in lingua tedesca e solo per utenti iPhone. Sono gratuite inoltre solo le cosiddette funzioni di base, come ad esempio la verifica del diritto o la richiesta delle prestazioni complementari.
Chi vuole utilizzare ulteriori funzioni deve sottoscrivere un abbonamento annuale. Il costo: da 150 a 500 franchi all’anno.



