Migliaia di persone al Pride della Svizzera romanda

Sotto il sole e tra slogan e carri arcobaleno, la manifestazione ha rilanciato la richiesta di maggiori diritti e tutela per le comunità LGBTQIA+.
Sotto il sole e tra slogan e carri arcobaleno, la manifestazione ha rilanciato la richiesta di maggiori diritti e tutela per le comunità LGBTQIA+.
LOSANNA - Il Pride romando ha invaso Losanna per riaffermare «il diritto di essere se stessi», slogan di questa edizione 2026. Il momento clou della manifestazione, la Sfilata dell'orgoglio (Marche des fiertés), ha riunito diverse migliaia di persone oggi pomeriggio.
Radunata sotto un sole cocente e appena riparata all'ombra del ponte Bessières, la folla si è messa in marcia intorno alle 15:00. Il corteo ha attraversato il centro cittadino in direzione del Parc de Milan, sede del villaggio del Pride, dove da ieri vengono proposti diversi concerti e animazioni.
Il corteo ha attraversato la capitale del canton Vaud in un'atmosfera gioiosa e festosa, scandita dalla musica techno diffusa da una decina di carri. Questi ultimi sono serviti anche a suddividere la manifestazione in «blocchi», dietro ai quali si sono potute raggruppare le persone che condividevano lo stesso ambiente o le stesse rivendicazioni.
Abiti colorati, a tratti eccentrici, ma sempre (molto) leggeri vista la canicola, hanno caratterizzato la sfilata. Protagonisti assoluti di questo Pride 2026 sono stati i ventagli e gli ombrelli arcobaleno, accessori «star» della giornata. Tra la folla sono spuntati anche cartelli e bandiere con slogan come: «Mio il corpo. Mio il genere. Taci», «Meno fascisti, più forbici» o ancora «Abbasso il cis-tema».
Dopo quasi tre decenni di Pride romando - il primo fu organizzato a Ginevra nel 1997 -, questo raduno resta «più importante che mai», ha affermato Yaël Munoz della coordinazione del Lausanne Pride, intervistata da Keystone-ATS.
Le comunità LGBTQIA+ continuano a essere il bersaglio di svariati attacchi, esasperati dal «ritorno di idee di estrema destra». Bisogna «rimanere vigili e proteggere i nostri traguardi», ha aggiunto Munoz, citando il matrimonio per tutti, approvato dal popolo svizzero nel 2021.
Il Pride serve anche a «rendere visibili» diverse questioni che, invece, non sono ancora state risolte, in particolare nell'ambito del riconoscimento giuridico e amministrativo. «Penso ad esempio alla tutela delle persone intersessuali che subiscono ancora mutilazioni durante l'infanzia, o alle persone trans la cui transizione non è tuttora facilitata», ha sottolineato Munoz.









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