«Rösti vuole affamare e smantellare gradualmente la Posta»

Revisione della Legge sulle poste, syndicom attacca: «Aumenterà ulteriormente il carico di lavoro del personale» e si assisterà a una «maggiore pressione sui salari».
BERNA - Il Consiglio federale ha annunciato oggi l'avvio di una procedura di consultazione sulla revisione parziale della legge sulle poste (LPO) e della legge sull’organizzazione della Posta (LOP).
Gli obiettivi di modernizzazione paventati da Berna, hanno però riscosso forti critiche da parte del sindacato syndicom. Secondo l’organizzazione sindacale, il progetto presentato dal consigliere federale Albert Rösti si fonda su una visione «distorta» del settore e rischia di portare a un progressivo smantellamento del servizio pubblico postale.
Nel mirino di syndicom c’è in particolare la descrizione della situazione attuale, ritenuta incompleta. Il calo dei volumi di pagamenti e corrispondenza viene infatti messo in evidenza senza considerare, secondo il sindacato, il «boom dei pacchi e delle nuove opportunità offerte dai servizi digitali».
Tra i punti più contestati figura l’introduzione dei cosiddetti «criteri dinamici» per il servizio universale. Per syndicom, questi meccanismi rischiano di incentivare una «riduzione progressiva delle prestazioni di base», aumentando al contempo la «pressione sui costi». Il risultato, avverte il sindacato, sarebbe un’«accelerazione nello smantellamento del servizio pubblico».
Critiche arrivano anche sul versante della gestione finanziaria: la Confederazione, secondo syndicom, «saccheggia le risorse pubbliche della Posta distribuendo a se stessa ingenti dividendi, 150 milioni di franchi quest'anno», riducendo così i margini per investimenti necessari al miglioramento e allo sviluppo dei servizi.
In parallelo, la revisione prospettata comporterebbe un ridimensionamento delle prestazioni, fino alla soppressione della Posta A e all’eliminazione degli attuali obiettivi di recapito, con il rischio di un netto peggioramento della qualità del servizio.
Il sindacato segnala inoltre possibili ripercussioni sul personale, con un «aumento ulteriore del carico di lavoro» e una «maggiore pressione sui salari», in un contesto orientato alla riduzione dei costi e alla massimizzazione del profitto.
Un altro punto contestato riguarda la decisione del Consiglio federale di non revocare il divieto di concessione di prestiti a PostFinance. «Una revoca che - viene sottolineato - sarebbe più che giustificata per due motivi: in primo luogo, dal crollo di Credit Suisse, il mercato del credito svizzero è privo di un operatore di riferimento e sta diventando sempre meno competitivo. Le PMI in particolare hanno sempre più difficoltà a ottenere crediti a condizioni ragionevoli. E i clienti privati pagano mutui eccessivamente elevati a causa della contrazione del mercato».
«La strada intrapresa avvicina il consigliere federale Rösti al suo obiettivo di smantellare l’elevato livello del servizio pubblico», afferma syndicom, che annuncia battaglia nel processo legislativo appena avviato. Per il sindacato, il servizio postale universale deve continuare a essere finanziato e tutelato, in quanto elemento chiave per la coesione nazionale.



