AlpTransit: «Il Consiglio federale vuole rinviare tutto oltre il 2050?»

Possibili slittamenti oltre il 2050 preoccupano per le ripercussioni sul Ticino e sulla politica di trasferimento del traffico merci.
BERNA - Il leghista Lorenzo Quadri (ha presentato un’interpellanza al Consiglio federale sul futuro della Nuova ferrovia transalpina (NEAT), sollevando dubbi sui tempi di completamento dell’asse nord-sud.
Quadri ricorda che nel 1992 il Popolo svizzero ha approvato la NEAT e che nel 1994, con l’Iniziativa delle Alpi, «ha confermato la volontà di trasferire il traffico merci transalpino dalla strada alla ferrovia». Tuttavia, secondo il parlamentare, «l’attuale pianificazione lascia presagire che il completamento funzionale dell’asse, comprese le linee di accesso e l’eliminazione dei principali colli di bottiglia, possa slittare oltre il 2050, con possibili ripercussioni soprattutto per il Canton Ticino».
Nell’interpellanza, Quadri chiede al Consiglio federale se ritenga che il mandato popolare del 1992 includa anche il completamento delle linee di accesso e la rimozione dei colli di bottiglia necessari a sfruttare pienamente la NEAT, e in caso contrario come giustifichi tale interpretazione.
Il consigliere nazionale domanda inoltre se il Governo confermi che la pianificazione attuale rischia di rinviare oltre il 2050 il completamento funzionale dell’asse nord-sud, chiedendo quali opere sarebbero interessate, per quali motivi e con quali conseguenze per il Ticino e per la politica di trasferimento del traffico.
Quadri chiede anche se l’Esecutivo sia disposto a rivedere l’impostazione attuale, presentando entro la legislatura un atto formale corredato da una roadmap e da un calendario vincolante. Fa inoltre riferimento allo studio «Trasporti 2045» del professor Weidmann, interrogando il Consiglio federale sul fatto che siano stati considerati il mandato popolare del 1992 e del 1994, la funzione strategica dell’asse nord-sud e gli effetti sulla mobilità a sud delle Alpi.
Tra le altre questioni sollevate, vi è la possibilità di ricorrere a strumenti di finanziamento complementari, come partenariati pubblico-privati (PPP), per accelerare la realizzazione degli accessi ferroviari, così come il rafforzamento del coordinamento con l’Italia e la valorizzazione della convergenza istituzionale tra Ticino, Lombardia, Piemonte e Liguria.
Infine, Quadri chiede per quale motivo non si debba applicare al completamento della NEAT lo stesso approccio adottato in passato per riconsiderare priorità e tempistiche di altri grandi progetti infrastrutturali nazionali, nel rispetto della volontà popolare e della coesione territoriale del Paese.



