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SVIZZERA

«Complice» di Israele, Cassis denunciato alla CPI

Venticinque avvocati svizzeri chiedono alla Corte di avviare un'indagine contro il responsabile del Dipartimento federale degli affari esteri per i crimini contro Gaza
20min/Matthias Spicher
Fonte ats
«Complice» di Israele, Cassis denunciato alla CPI
Venticinque avvocati svizzeri chiedono alla Corte di avviare un'indagine contro il responsabile del Dipartimento federale degli affari esteri per i crimini contro Gaza

BERNA - Venticinque avvocati elvetici hanno denunciato il consigliere federale Ignazio Cassis alla Corte penale internazionale (CPI) per complicità con Israele in crimini di guerra, crimini contro l'umanità e genocidio nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania.

È necessario avviare un'indagine contro il responsabile del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), hanno dichiarato oggi gli avvocati in una conferenza stampa a Berna. Secondo loro la Svizzera viola le Convenzioni di Ginevra e non rispetta il diritto internazionale umanitario.

Cassis avrebbe dovuto prendere tutte le misure a sua disposizione per impedire che vengano commessi tali crimini da parte di Israele o, come minimo, non favorirli in alcun modo, cosa che non ha fatto, hanno spiegato.

Il consigliere federale avrebbe dovuto interrompere tutte le relazioni commerciali con Israele, continuare a finanziare l'agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi, UNRWA, vietare completamente l'esportazione di armi e beni a duplice uso (civile e militare) e usare la sua influenza diplomatica, morale ed economica per impedire il genocidio, sostengono gli avvocati.

In qualità di capo del DFAE, Cassis avrebbe anche dovuto ricordare al Consiglio federale e all'Assemblea federale gli obblighi della Svizzera in quanto firmataria e depositaria delle Convenzioni di Ginevra e in quanto firmataria della Convenzione per la prevenzione e la repressione del crimine di genocidio.

Lo scorso agosto una sessantina di ex diplomatici hanno proposto in una lettera aperta indirizzata al Consiglio federale una decina di misure concrete volte a garantire un maggiore rispetto del diritto internazionale umanitario da parte di Israele a Gaza. "Purtroppo non è stato fatto quasi nulla", ha deplora Jean-Daniel Vigny, ex responsabile della politica estera svizzera in materia di diritti umani presso il DFAE.

Da parte sua Irène Wettstein, avvocatessa dell'associazione Stop Complicity, ha sottolineato che il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) non ha ancora avviato un'indagine a seguito di una denuncia penale presentata nel maggio 2025 contro i consiglieri federali Ignazio Cassis, Karin Keller-Sutter e Guy Parmelin. "Alla luce di questa inazione è necessario adire la Corte penale internazionale". Il ticinese potrebbe essere solo il primo della lista ad essere chiamato in causa.

Gli avvocati hanno anche criticato il fatto che i ministri della difesa svizzero e israeliano abbiano firmato un accordo di cooperazione militare nel 2013. "Da allora la Svizzera acquista e vende armi e beni a duplice uso a Israele." I due paesi collaborano anche allo sviluppo di sistemi d'arma. Particolarmente preoccupante è il forte aumento delle consegne di beni a duplice uso dal 2024, soprattutto di componenti per il drone Hermes 900 utilizzato nella Striscia di Gaza.

Secondo gli avvocati la Svizzera ha partecipato allo sviluppo di tale drone, prodotto dal gruppo israeliano Elbit Systems, e ne fornisce alcuni componenti. A loro dire nella Confederazione è inoltre presente una filiale dell'azienda d'armamento israeliano, il cui presidente del consiglio di amministrazione è l'ex direttore di Armasuisse Jakob Baumann.

Sempre stando ai dati forniti dagli avvocati, tra ottobre 2023 e aprile 2024 sono state rilasciate a 17 aziende svizzere 20 licenze di esportazione per beni a duplice uso verso Israele. Nel 2024 le esportazioni di beni a duplice uso verso lo Stato ebraico avrebbero raggiunto il valore record di 16,7 milioni di franchi; nel primo trimestre del 2025 sarebbero aumentate ulteriormente.

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