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SVIZZERA

"Il denaro contante è libertà": al via la campagna dell'iniziativa

Cittadini chiamati a votare l'8 marzo: l'iniziativa chiede che le monete o le banconote siano sempre disponibili in quantità sufficiente.
20 minuti/Taddeo Cerletti
Fonte ATS
"Il denaro contante è libertà": al via la campagna dell'iniziativa
Cittadini chiamati a votare l'8 marzo: l'iniziativa chiede che le monete o le banconote siano sempre disponibili in quantità sufficiente.

BERNA - I cittadini svizzeri saranno chiamati a votare il prossimo 8 marzo sull'iniziativa "Il denaro contante è libertà", che chiede un approvvigionamento garantito di denaro contante. Il comitato fautore del testo ha lanciato oggi la sua campagna.

L'iniziativa - il cui nome completo è "Sì a una valuta svizzera indipendente e libera con monete o banconote (Il denaro contante è libertà)" - chiede da un lato che le monete o le banconote siano sempre disponibili in quantità sufficiente e, dall'altro, che l'eventuale sostituzione del franco svizzero con un'altra valuta debba sottostare al voto del Popolo e dei Cantoni.

Il testo è stato lanciato dal Movimento svizzero per la libertà. Richard Koller, che fa parte di questa organizzazione, ha spiegato ai media a Berna che per molti banconote e monete sono una ovvietà, ma proprio per questo si tratta di un tema delicato» e di un concetto che va difeso. Le persone, se vogliono, devono sempre poter pagare in contanti.

È poi fondamentale, ha proseguito Koller, che Popolo e Cantoni abbiano l'ultima parola, nel caso in cui venga deciso un cambio di valuta. Tutti questi passi sono necessari, poiché a livello internazionale si nota la tendenza a una sempre maggiore digitalizzazione, sovente imposta dall'alto. La Svizzera - ha sottolineato - non è al riparo da tali dinamiche.

«Il nostro obiettivo è chiaro», gli ha fatto eco Roland Büchel, consigliere nazionale UDC, sottolineando l'importanza di poter pagare quando si vuole con monete e banconote. In questo senso serve massima chiarezza a tutti i livelli dello Stato. Già ora, troppo spesso, i contanti non vengono accettati, persino in alcuni mercatini di Natale, ha messo in evidenza il democentrista. La protezione dei contanti deve quindi essere prettamente pratica e non solo teorica.

«Non siamo contro il denaro digitale, ma siamo per la preservazione del denaro contante fisico, per motivi di robustezza e di tutela della privacy», ha affermato dal canto suo il consigliere nazionale ticinese Paolo Pamini (UDC). Per i contanti non servono sistemi informatici o accessi, fatto che crea resilienza.

Il controprogetto - Il Consiglio federale ha deciso di contrapporre a questa proposta un controprogetto diretto, poiché riconosce l'importanza delle monete e delle banconote per l'economia e la società. L'iniziativa è però considerata poco precisa, da qui l'idea di contrapporre un altro testo che ha raccolto i favori della maggioranza delle Camere.

Koller ha valutato come positivo il fatto che l'importanza dei contanti venga riconosciuta. La formulazione del governo è però, a suo dire, troppo vaga proprio nei punti in cui bisognerebbe essere chiarissimi, ad esempio parlando esplicitamente di banconote e monete. Il risultato è una mancanza di trasparenza.

Pamini ha sottolineato l'importanza del fatto che sia direttamente la Confederazione a essere responsabile di questi concetti. Anche secondo lui, il controprogetto non è abbastanza preciso, poiché non vengono citati apertamente banconote e monete. Va inoltre specificato che si parla di franco svizzero, e non di franco in generale, in modo da evitare ogni ambiguità.

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