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SVIZZERA«Da me anche minorenni che si vendono su Badoo per 500 franchi»

21.02.23 - 08:32
Disturbi alimentari, ansia, solitudine, depressione, l'esperto racconta: «Uno su cinque soddisfa i criteri per una diagnosi psichiatrica»
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«Da me anche minorenni che si vendono su Badoo per 500 franchi»
Disturbi alimentari, ansia, solitudine, depressione, l'esperto racconta: «Uno su cinque soddisfa i criteri per una diagnosi psichiatrica»

BASILEA - Ansia, disturbi ossessivo-compulsivi, depressione: molti bambini e giovani ne soffrono. Alcuni di questi affrontano il problema con Frank Köhnlei. Lo psichiatra infantile e dell'adolescenza di Basilea ha l’agenda sempre piena e conosce bene la mente dei giovani d’oggi. In una lunga intervista rilasciata alla SonntagsZeitung dipinge un ritratto di questa generazione «fragile».

«Ho a che fare con adolescenti che compiono da due a tre tentativi seri di suicidio a settimana (qui l'allarme lanciato nelle scorse settimane da Pro Juventute). Con ragazze che si vendono a uomini d'affari tramite Badoo per 500 franchi. Con un paziente di 18 anni il cui padre gli ha detto di preferire "una s..a in un angolo" piuttosto che fargli da genitore. Con una paziente adolescente costretta a mangiare tutto quello che c’era nel piatto. La stessa ha poi vomitato, perché era troppo, e le è stato ordinato di mangiare il vomito», spiega.

Per Köhnlei sono pochi i casi in cui si assiste veramente a genitori puramente sadici, che agiscono per il piacere di torturare. «Tutti gli altri sono sopraffatti, impotenti o semplicemente ignoranti. Non riescono a pensare a niente di meglio della "risoluzione del problema"». 

Come aiutarli? «Quando sono arrivato alla psichiatria infantile e adolescenziale, 20 anni fa, sono rimasto sbalordito - spiega lo psichiatra -. In clinica ho visto per la prima volta ragazze gravemente anoressiche. Pesavano 27 chili, erano più morte che vive. Lì ho pensato: cosa potrei fare? Più sono in questa professione, più mi convinco che possiamo aiutare questi giovani. Sorprendentemente spesso con l’umorismo».

Disturbi alimentari, ansia, solitudine, depressione. Le segnalazioni di problemi di salute mentale sembrano essere in aumento, ma Köhnlei preferisce esimersi dal fare stime: «Trovo difficile dare un parere - aggiunge -. Nel nostro lavoro vediamo solo ragazzi disturbati, malati e oppressi. Non entriamo nemmeno in contatto con i tanti che stanno bene e che hanno anche gestito bene la pandemia».

Molto più semplice è per lui stabilire chi è malato e chi non lo è affatto: «Attualmente - prosegue l'esperto - ci sono molti giovani che raccontano sui social della propria presunta depressione. Ecco, recentemente una paziente mi ha detto: "Auguro loro di provarla davvero, anche solo per un'ora". È infatti normale essere tristi, sconvolti o di cattivo umore, soprattutto da adolescenti. Ma questa non è depressione. Sappiamo però che circa il 20% dei bambini e degli adolescenti soddisfa i criteri per una diagnosi psichiatrica. Questo vale per varie malattie».

E durante la pandemia alcune di queste sembrano aumentate: «Oltre alla depressione abbiamo trattato molti disturbi alimentari e disturbi ossessivo-compulsivi. Attualmente sto curando un tredicenne che, forse in connessione con un'infezione da Coronavirus, ha iniziato a compiere azioni in modo compulsivo. Si mette e si toglie gli stessi pantaloni per ore. Poi va in bagno e deve buttare ogni strappo di carta igienica, uno per uno. Non può più frequentare la scuola. È arrivato al punto di dover essere portato in pronto soccorso».

C'è poi l'ADHD, uno dei disturbi psichiatrici più comuni nei giovani. «Circa il 4% ha l'ADHD, il che significa in media almeno un caso in ogni classe scolastica - sottolinea Köhnlei -. I bambini con ADHD hanno una disabilità. A scuola sono visti come clown, piacciono a tutti perché infastidiscono l'insegnante in modo divertente, ma nessuno è veramente loro amico perché sono fastidiosi. Fondamentalmente sono bambini tristi consapevoli di non poter fare le cose come gli altri». 

Tra i casi più inquietanti ci sono anche gli adolescenti che soffrono di autolesionismo. «Coinvolgono più di un quarto dei giovani di età compresa tra i 15 e i 18 anni. Per molti è una forma di auto-rappresentazione. È un po' come mostrare un tatuaggio. Quelli che lo fanno per moda, per così dire, presto si fermano. Per altri diventa una sorta di dipendenza. Il taglio si chiama anche "suicidio parziale": fingo di uccidermi, ma non devo morire. Per questi giovani l'autolesionismo è un compromesso, un modo per sopravvivere».

Oggi la lista d’attesa per finire in terapia è lunga, bisogna aspettare anche mese. L'esperto invita a non sottovalutare i campanelli d'allarme come può esserlo «un comportamento che persiste per più di quattro settimane, dirompente, invalidante o angosciante e per il quale non esiste una spiegazione ragionevole». 

Quella attuale è una generazione sfortunata? Köhnlei ne dubita«Noi abbiamo dovuto fare i conti con la minaccia nucleare. I problemi sono cambiati, ma non credo che oggi i giovani debbano affrontare uno stress maggiore. Ogni generazione ha la sua follia da combattere».

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COMMENTI
 

Cris88 1 anno fa su tio
Purtroppo è sempre facile incolpare unicamente i genitori..... Ci sono tanti casi come tante situazioni differenti uno dall altre..... Ma arrivare sempre ad incolpare una madre e un padre non è corretto. Nelle situazioni famigliare bisogna viverci per poi dire perché è per come

dan007 1 anno fa su tio
Siamo stati tutti allo sbandò genitori poco presenti violenze Domestiche solitudine padri assenti problemi economici alcuni sopraffatti dalla droga altri da alcool farmaci diversi per i deboli non c’è posto bella società

Kelt 1 anno fa su tio
E' un discorso delicato e complicato e anche molto triste. Questi adolescenti molto fragili non si svegliano un mattino con tutto il loro carico d'emotività e problemi. Prima sono stati bambini e poi ragazzini. Forse le domande, l'attenzione e una vicinanza vera (che comporta anche una severità misurata) erano da prendere in considerazione allora.

airwolf72 1 anno fa su tio
Ma certo.....diamo sempre la colpa ai genitori che non ascoltano.. è più facile! Io come genitore ho provato ad aiutare mia figlia, ma se loro non vogliono essere aiutati ne dai genitori ne dai medici c'è poco da fare, la verità è che la gioventù del giorno di oggi è molto fragile, si rifugiano dietro a mille scuse e problemi di ogni genere pur di non affrontare la vita reale, specialmente sul lato professionale, nascondendosi spesso dietro ad assistenza e disoccupazione, guadagnare sodi facili senza alcun sforzo....mi dispiace dirlo ma è cosi! Cercare di capirli non è facile e spesso loro non aiutano per nulla mandandoti in crisi come genitore, la verità è che i figli spesso annientano i propri genitori, facendoli sentire a sua volta inadeguati.

Adegheiz 1 anno fa su tio
Risposta a airwolf72
Mio caro, se come genitore hai fallito, la colpa è solo tua

Tocqueville Alexis de 1 anno fa su tio
Risposta a airwolf72
Sono d'accordo, penso che si punti troppo spesso il dito contro i genitori. Poi è anche vero che molti genitori sono troppo "free style" e lasciano crescere i figli "allo stato brado"... Insomma c'è un po' di tutto e non è facile giudicare. A mio avviso i social hanno cambiato molto la situazione. Venti anni fa, se uno era un po' triste, non aveva tutti questi social e quindi la cosa era gestita in maniera forse più semplice. Oggi con i social, se un ragazzo ha qualche problema, si rifugia nel mondo social e poi lì è c'è di tutto e di più...

Tao2023 1 anno fa su tio
Risposta a airwolf72
airwolf72: Comprendo benissimo quello che hai scritto, anche io sono genitore (mio figlio ha passato da un pezzo in 20 anni), essere genitori non è facile puoi dare tutto l'amore che vuoi e aiutarno nei momenti difficili, ma se per una ragione a te sconosciuta non da retta e l'amore e il rispetto non vengono ricambiati in casa hai l'inferno. Non è sempre colpa dei genitori.

gigipippa 1 anno fa su tio
Risposta a airwolf72
Io sono stato ragazzo, primo figlio e sono genitore. Sono cresciuto da ribelle in dittatura, e posso garantire che alcuni atteggiamenti purtroppo fanno parte del DNA. Si può cambiare e cercare di educare i propri figli in modo migliore, è un lavoro lungo e duro. È indispensabile un partner intelligente e il confronto con altre realtà. Personalmente ho avuto questo privilegio, ed oggi sono molto contento. È sempre il genitore che rende un figlio vulnerabile, alcuni maestri, alcuni compagni, la società fanno il resto. Per concludere affermo che non è questione di colpe, è questione di prendere ed accettare le proprie responsabilità, I ragazzi seguiranno il buon esempio.

Cris88 1 anno fa su tio
Risposta a gigipippa
Giusto! Concordo pienamente!

airwolf72 1 anno fa su tio
Risposta a Adegheiz
si certo, appunto la colpa è sempre solo dei genitori, troppo facile !
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