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ZURIGO
27.07.2020 - 14:390
Aggiornamento : 16:43

Covid, 1700 franchi in meno nelle tasche degli svizzeri

Secondo BAK Economics il Coronavirus intaccherà in modo notevole retribuzioni e redditi.

Complessivamente il reddito disponibile dovrebbe scendere del 2,5%

ZURIGO - L'epidemia di coronavirus avrà effetti tutt'altro che trascurabili sul portafoglio degli svizzeri: stando a BAK Economics nel biennio 2020-2021 il reddito pro capite sarà inferiore di 1700 franchi rispetto a quello che sarebbe stato senza pandemia.

Contattato dall'agenzia Keystone-ATS, l'istituto di ricerca renano ha confermato le relative informazioni diffuse oggi dalla Neue Zürcher Zeitung. Secondo i ricercatori basilesi il Covid-19 intaccherà in modo notevole le retribuzioni dei dipendenti, i redditi dei lavoratori autonomi e anche i redditi da capitale.

Calo del 2,5% - Complessivamente il reddito disponibile - cioè quello che rimane dopo le imposte, i contributi assicurativi e i premi della cassa malattia - scenderà del 2,5% nel 2020. Laddove c'è più sottoccupazione, vale a dire nei settori con lavoro ridotto o licenziamenti, le perdite saranno maggiori. Particolarmente difficile, stando al BAK, è la situazione nel ramo alberghiero e della ristorazione, nel turismo, nel comparto degli eventi, nei servizi alle persone e in segmenti del trasporto pubblico.

Recessione e licenziamenti - È comunque probabile che la recessione globale causata dalla pandemia colpisca anche aziende industriali orientate all'esportazione. E pure nel settore finanziario, dove vigono retribuzioni elevate, gli specialisti del BAK si aspettano licenziamenti.

Recupero e stagnazione - Nel 2021 vi sarà un certo recupero sul fronte del reddito. Ma nel biennio si verificherà più o meno una stagnazione. Questo significa che, rispetto a una situazione senza epidemia, mancheranno circa 15 miliardi di franchi, pari quindi a 1700 franchi a persona.

In considerazione di questo calo i ricercatori del BAK raccomandano fra l'altro di attuare attivamente misure che possano prevenire o contrastare una seconda ondata della pandemia, ma anche provvedimenti aggiuntivi e temporanei per sostenere l'economia e la domanda.

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