Ghisletta sanzionata con una multa

Stando a un comunicato inviato alle società affiliate alla FTC, la Responsabile Arbitri Simona Ghisletta è stata punita dopo che un gruppo di 55 arbitri aveva duramente criticato il suo modo di agire
GIUBIASCO - Le segnalazioni sulle presunte irregolarità nella gestione di due partite hanno portato a sanzioni nei confronti della Responsabile Arbitri Simona Ghisletta e degli assistenti coinvolti. È quanto sostiene il Gruppo Arbitri Firmatari, che nelle scorse ora h inviato la comunicazione alle società affiliate alla FTC. In un comunicato diffuso dopo la serata informativa del 29 ottobre, i 55 arbitri che hanno sollevato il caso rivendicano la fondatezza delle proprie denunce (vedi tutti i dettagli qui) e criticano la gestione della vicenda da parte della Federazione.
Le sanzioni per due partite contestate
Al centro della presa di posizione del Gruppo Arbitri Firmatari, c'è l'incontro organizzato il 29 ottobre 2026 dal Comitato FTC e dalla Sezione Arbitrale presso il Centro di Protezione Civile di Rivera. La serata aveva lo scopo di fare chiarezza sulle segnalazioni presentate dal gruppo a partire dal 30 giugno.
Secondo quanto riferito dai firmatari, durante l'incontro il presidente della FTC e la responsabile della Sezione Arbitrale avrebbero confermato l'adozione di provvedimenti disciplinari, sotto forma di una multa (si parla di un importo cospicuo) e ammonimenti, nei confronti della Responsabile Arbitri.
Per il gruppo si tratta di un riconoscimento importante. «I fatti emersi dalla serata confermano la fondatezza delle nostre segnalazioni», si legge nel comunicato. Le sanzioni, sostengono i firmatari, dimostrerebbero che le irregolarità denunciate erano reali e documentate, contrariamente a quanto sarebbe stato affermato in precedenza dalla presidenza della FTC.
Il gruppo richiama anche una lettera del 23 agosto 2026 nella quale, secondo quanto riportato nel comunicato, l'Associazione Svizzera di Football (ASF) avrebbe già definito le condotte segnalate come «gravi irregolarità».
Le critiche alla Federazione
A sottoscrivere le segnalazioni iniziali erano stati 55 arbitri attivi, pari a oltre un terzo del contingente arbitrale ticinese. Il gruppo lamenta che, per mesi, le proprie denunce sarebbero state minimizzate dalla presidenza federale, che le avrebbe definite "illazioni" e "invenzioni".
Nel comunicato vengono ricordate anche altre espressioni che, secondo i firmatari, sarebbero state utilizzate per ridimensionare la vicenda: «tempesta in un bicchier d'acqua» e «gruppetto», quest'ultima riferita agli arbitri che avevano sottoscritto le segnalazioni.
«La serata del 29 ottobre ha dimostrato l'esatto contrario: le sanzioni adottate confermano che avevamo ragione», affermano i firmatari, convinti che senza la loro iniziativa le irregolarità non sarebbero emerse.
Un'altra critica riguarda la comunicazione della FTC. Secondo il gruppo, al di fuori della serata informativa del 29 ottobre, alla quale la partecipazione era facoltativa, la Federazione non avrebbe diffuso alcuna comunicazione ufficiale sulle irregolarità e sulle sanzioni adottate. Una mancanza di trasparenza che i firmatari contestano apertamente.
Il caso dell'«autodenuncia»
Durante la serata, sempre stando alla ricostruzione contenuta nel comunicato, il presidente della FTC avrebbe inoltre dichiarato che la Responsabile Arbitri aveva presentato un'«autodenuncia».
Una versione che il gruppo afferma di non poter verificare e sulla quale esprime forti perplessità. I firmatari ritengono infatti poco credibile che vi sia stata un'autodenuncia, considerato l'atteggiamento che attribuiscono alla Federazione nei mesi precedenti.
In particolare, si chiedono perché, in presenza di un simile passo, le loro segnalazioni sarebbero state ripetutamente liquidate come infondate. Il gruppo denuncia inoltre di aver subito tentativi di delegittimazione e intimidazioni, citando una diffida legale inviata ai propri portavoce il 25 ottobre 2026.
Le somme restituite e devolute in beneficenza - Nel comunicato trova spazio anche un episodio relativo alla partita U19 del 31 marzo 2026. Secondo quanto riferito dai firmatari, durante l'incontro informativo il presidente della FTC avrebbe dichiarato che gli importi percepiti irregolarmente in occasione della gara erano stati restituiti dalle persone coinvolte.
Lo stesso presidente avrebbe inoltre affermato di aver devoluto tali somme in beneficenza. Il gruppo commenta la circostanza con una nota ironica: «Prendiamo atto con piacere di questa generosità - quantomeno le nostre segnalazioni avranno contribuito a una buona causa».
La richiesta di un cambio ai vertici - Al di là delle sanzioni, la questione resta aperta sul piano della rappresentanza e della fiducia nei confronti degli organi arbitrali.
I 55 firmatari ribadiscono di non sentirsi rappresentati dall'attuale responsabile della Sezione Arbitrale e chiedono un avvicendamento alla guida della struttura.
«Riteniamo che, alla luce dei fatti accertati, un avvicendamento alla guida della Sezione sia non solo auspicabile, ma necessario per restituire credibilità e serenità all'intero movimento arbitrale ticinese», afferma il gruppo.
La richiesta è accompagnata dalla disponibilità ad adottare iniziative più incisive qualora non venissero intraprese azioni concrete. Il Gruppo Arbitri Firmatari precisa di volere continuare a manifestare il proprio dissenso attraverso le forme e le sedi istituzionali ritenute opportune.
I firmatari annunciano infine che continueranno a vigilare sull'operato della Commissione Arbitrale FTC. In caso di ulteriori comportamenti ritenuti irregolari, si dichiarano pronti a rivolgersi nuovamente alle autorità competenti, indicando espressamente l'ASF, la Lega Amatori e Swiss Sport Integrity.



