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Totti e il Covid: «Ero terrorizzato dall'idea di morire»

Colpito da una forma grave della malattia nel 2020 la leggenda della Roma ha pensato di non sopravvivere.
Totti e il Covid: «Ero terrorizzato dall'idea di morire»
IMAGO/ABACAPRESS
Francesco Totti ha rivelato nella sua autobiografia di aver sofferto di una forma grave di Covid-19.
Totti e il Covid: «Ero terrorizzato dall'idea di morire»
Colpito da una forma grave della malattia nel 2020 la leggenda della Roma ha pensato di non sopravvivere.
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ROMA - «Ero terrorizzato dall'idea di morire come mio padre». Francesco Totti torna a raccontare uno dei momenti più difficili della sua vita. Nella sua autobiografia «Oltre», pubblicata di recente, l'ex capitano della Roma ripercorre la grave forma di Covid-19 che lo colpì nell'ottobre del 2020, pochi giorni dopo la morte del padre Enzo, scomparso a 76 anni proprio a causa del virus.

Le condizioni dell'ex calciatore erano peggiorate rapidamente, con febbre alta, tosse persistente e gravi difficoltà respiratorie. «Anche se avevo a malapena la forza di respirare, all'inizio non mi sono preoccupato troppo», ricorda il campione del mondo 2006. Ben presto, però, la paura aveva preso il sopravvento. Totti aveva così chiamato i figli Cristian e Chanel, all'epoca adolescenti, per prepararli al peggio. «Forse non ne uscirò», aveva detto loro. E ancora: «Credetemi, non so quanto tempo riuscirò a resistere».

Portato in ospedale per alcuni accertamenti, Totti aveva una saturazione dell'ossigeno dell'88% e una polmonite bilaterale. I medici gli avevano raccomandato il ricovero immediato, ma l'ex numero dieci giallorosso aveva rifiutato, ancora profondamente segnato dalla perdita del padre. «Non voglio subire la stessa sorte di mio padre», racconta nel libro. «Se devo morire, sarà a casa mia. Non rinchiuso in un ospedale senza poter mai più rivedere i miei figli».

Il 50enne, che in carriera ha collezionato 785 presenze e 307 gol con la maglia della Roma, era stato quindi curato a casa, sotto costante sorveglianza video. Le sue condizioni, però, non sembravano migliorare. Era intervenuto allora Pier Silvio Berlusconi, figlio di Silvio, offrendogli un volo privato per Milano per consultare Alberto Zangrillo, medico della famiglia Berlusconi. Totti aveva rifiutato anche questa proposta, accettando però di seguire i consigli dello specialista.

Tra le indicazioni ricevute c'era quella di dormire a pancia in giù, con le braccia aperte, per respirare meglio. «Come Gesù sulla croce?», aveva chiesto l'ex attaccante. Con il passare dei giorni, le sue condizioni erano finalmente migliorate: la febbre era scesa progressivamente e la saturazione dell'ossigeno era risalita fino al 99%. «Mi sono sentito completamente rinato», ricorda Totti, che in carriera ha indossato anche 58 volte la maglia della Nazionale italiana, segnando nove reti.

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