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La nuova vita di Simone Rapp

Il ticinese Simone Rapp è il nuovo direttore sportivo del Thun. Il club campione svizzero è atteso al varco: c'è chi scommette addirittura sulla sua retrocessione: «Noi continueremo a dare fiducia ai giovani»
La nuova vita di Simone Rapp
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La nuova vita di Simone Rapp
Il ticinese Simone Rapp è il nuovo direttore sportivo del Thun. Il club campione svizzero è atteso al varco: c'è chi scommette addirittura sulla sua retrocessione: «Noi continueremo a dare fiducia ai giovani»
In carriera Rapp ha disputato 141 partite in Super League (35 gol) e 241 in Challenge League (60 gol). Fra le altre, ha inoltre maturato una preziosa esperienza all'estero nella stagione 2022/23, in Germania con il Karlsruher SC nella Zweite Bundesliga.
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THUN - Dal campo alla scrivania. Dal Wil - sua ultima squadra da giocatore - ai campioni svizzeri del Thun. Quello compiuto in queste settimane da Simone Rapp è, insomma, un passo importante. Lui, però, rimane con i piedi per terra, nonostante la promozione a direttore sportivo della squadra che soltanto alcune settimane fa ha festeggiato un titolo clamoroso. Inizialmente Rapp era stato ingaggiato come pianificatore della rosa, ma la partenza di Dominik Albrecht, uno degli artefici, insieme a Mauro Lustrinelli, della straordinaria cavalcata dei bernesi verso il loro primo titolo svizzero, ha cambiato i piani. «Certamente è stato un bel cambiamento, perché fino all’anno scorso giocavo ancora - ci ha detto il 33enne - Ho cominciato a Thun come pianificatore della rosa, ma sapevo che Dominik prima o poi avrebbe voluto smettere. Non era previsto che accadesse così in fretta, è stata un po’ una sorpresa per tutti, ma va benissimo così».

Hai esitato oppure è stato semplice dire sì?
«No, non ho esitato. Come detto, è stata una cosa un po’ improvvisa. Questa promozione, se così si può chiamare, sarebbe dovuta arrivare più tardi».

Com'è stato l'impatto?
«Ho trovato una squadra e una società motivate. C’è tanta energia in tutte le componenti, d'altronde il club è reduce da due anni fantastici… La volontà è quella di dimostrare a tutta la Svizzera che questo Thun può ripetersi e fare ancora di più. Siamo in campagna europea e vogliamo entrare in una competizione. I ragazzi non si sono adagiati dopo il titolo, anzi…».

Sarà però difficile ripetersi...
«Siamo coscienti che l'obiettivo del Thun non è quello di vincere ogni anno il campionato o di qualificarsi tutti gli anni per l’Europa. Non vogliamo paragonarci al Basilea o allo Young Boys dei tempi d’oro, ma nel frattempo abbiamo già dimostrato cosa si possa fare con meno mezzi finanziari, ma con le idee. L’Europa, in caso di qualificazione, ci aiuterà a crescere ulteriormente».

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Come ti senti con la giacca e cravatta anziché gli scarpini?
«No, niente giacca e cravatta… (ride). È cambiato tanto: non ho più i vari dolori da allenamento e questo mi fa piacere. Le mie giornate sono strutturate in modo diverso, sono in una fase molto impegnativa, in cui c’è tanto lavoro... Ma ne ero cosciente, non è stata una decisione presa dall’oggi al domani. Ci ho pensato prima di accettare. Ad ogni modo sento il supporto della società, so che posso contare su tutti».

Ma il direttore sportivo era il tuo obiettivo?
«Devo ammettere che durante la carriera non ci ho mai pensato tantissimo. Mi ero detto di giocare finché ne avessi avuto voglia e finché ne avessi avuto la possibilità… Un anno fa mi ha chiamato Dominik proponendomi questo lavoro ed è da lì che ho cominciato a pensare seriamente al ruolo di ds. Sinceramente, all’inizio ero più orientato verso altro, ma è andata così… È un mondo che conosco, ho dei bei contatti e mi sono detto: “Proviamo”. Ma non era il mio obiettivo fare il direttore sportivo. Attualmente sto portando a termine il bachelor in economia, poiché volevo tenermi aperte anche altre strade».

Anche con Simone Rapp il Thun seguirà sempre la "vecchia" filosofia?
«Il Thun resterà così, dando spazio ai giovani del nostro settore giovanile, ma anche gettando uno sguardo alla Challenge League e alla Promotion League. Allo stesso tempo ci sarà sempre spazio per qualche straniero, ma la nostra filosofia non cambierà. Puntiamo sui giovani da sviluppare e abbiamo anche un allenatore che sposa appieno questa filosofia, come lo era l’anno scorso Mauro».

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