L'Africa sostiene Infantino

La CAF conferma all’unanimità la fiducia nel presidente FIFA, mentre l’UEFA tira dritto: «La nostra posizione non cambia» e il boicottaggio del Mondiale resta sul tavolo.
La CAF conferma all’unanimità la fiducia nel presidente FIFA, mentre l’UEFA tira dritto: «La nostra posizione non cambia» e il boicottaggio del Mondiale resta sul tavolo.
ZURIGO - Il fronte africano si stringe attorno a Gianni Infantino. Mentre in Europa la fiducia nel presidente della FIFA sembra ormai ai minimi termini, la Confederazione africana di calcio (CAF) ha scelto di confermare all’unanimità il proprio sostegno al numero uno del calcio mondiale, ringraziandolo per l’appoggio garantito negli anni allo sviluppo del movimento africano. Un sostegno pesante, che rafforza la posizione di Infantino nel pieno della crisi che ne sta mettendo in discussione la leadership.
Il quadro, infatti, resta tutt’altro che sereno. Dopo il fallimento del progetto di apertura della vendita dei diritti del Mondiale agli investitori privati, Infantino ha riconosciuto gli errori commessi e presentato le proprie scuse. Ma il passo indietro non è bastato a ricucire lo strappo con l’UEFA.
La federazione europea ha ribadito una linea durissima: la fiducia nei confronti di Infantino è venuta meno. Le scuse non avrebbero infatti modificato la sostanza della vicenda, né soddisfatto le condizioni poste dall’Europa. L’UEFA chiede il ritiro definitivo delle proposte relative alla commercializzazione delle grandi competizioni FIFA e garanzie precise affinché iniziative analoghe non vengano riproposte in futuro.
E resta sul tavolo anche l’ipotesi più clamorosa: il boicottaggio del Mondiale. L’UEFA ha fatto sapere che la propria posizione non è cambiata nemmeno dopo le scuse di Infantino e il sostegno arrivato da alcuni dei suoi più stretti collaboratori.
Da una parte, dunque, un’Europa sempre più distante. Dall’altra, un’Africa che fa quadrato attorno al presidente. Un equilibrio destinato a diventare decisivo in vista delle elezioni del 2027, quando Infantino punta a ottenere un nuovo mandato fino al 2031.
Il presidente della FIFA, infatti, non sembra intenzionato a farsi da parte e continua a lavorare per consolidare il proprio consenso tra le federazioni. Ma le crepe nel fronte europeo sono ormai evidenti: Galles e Serbia hanno già ufficializzato la propria opposizione alla sua rielezione, mentre non è ancora emerso un candidato alternativo ufficiale in grado di raccogliere il fronte del dissenso.
La battaglia per il futuro della FIFA, insomma, è appena cominciata. E rischia di trasformarsi in uno scontro sempre più netto tra Europa e resto del mondo.






